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La variegata Comunità sorda è composta da Oralisti, Segnati, Bilingui, Portatori di Protesi acustiche o Impianti cocleari…ma forse non tutti sanno che purtroppo, al suo interno ci sono divisioni e lotte intestine capaci di allontanare le persone anziché avvicinarle. Ma per fortuna “C’è chi dice No” alle inutili distinzioni fra sordi, come Mirko Torresani, sordo segnante e portatore di protesi acustiche fidanzato con Laura, sorda oralista portatrice sia di Impianto cocleare che di protesi acustica. E’ proprio da un coppia affiatata e ben assortita come la loro e da un bellissimo post di Mirko sul gruppo Facebook ASU – Amici Sordi e Udenti, Insieme per superare la Barriera (gruppo che esiste anche nella realtà, con tanto di bandiera e incontri periodici fra i soci) che voglio partire. Mirko ha un grande piglio sui suoi seguaci e da sempre si batte per superare Insieme la barriera della sordità, le sue parole sono in grado di dare forza a chi ha ancora difficoltà ad accettare il proprio deficit e sono anche fonte di ispirazione per chi non ha intenzione di vivere, com’è giusto che sia, in un mondo a parte, dove ci sono solo quelli simili a lui in cui vige la paura del diverso. Diversità poi, ma che brutta parola da usare quando si tratta di esseri umani che condividono problemi comuni! Ecco le parole liberamente estratte dal post di Mirko: “Le divisioni fra sordi sono anche quelle che causano incertezze nel nostro futuro, perché dovremmo lottare tutti insieme per i nostri diritti, per il nostro futuro nel mondo dell’istruzione e del lavoro per esempio, senza creare inutili e impressionanti guerre tra associazioni di persone, perché in fondo siamo tutti uguali, siamo tutti sordi! Infatti un sordo segnante, anche se usa la LIS e le protesi è sordo; un sordo oralista che usa le protesi e parla bene, è sempre sordo; e anche un sordo impiantato che riesce a sentire e a parlare bene è sempre e comunque sordo. Infatti, cosa fanno queste persone quando vanno a dormire? Si tolgono le protesi e la parte esterna dell’impianto per riposare più comodamente. Non è importante che uno di loro parli meglio o senta di più, perché quando si levano la protesi sono tutte e tre uguali, Sordi! Perciò che senso ha essere estremisti, odiare con convinzione la LIS, le protesi o l’Impianto cocleare? Chi dice che fare una scelta, che ricordiamoci è personale, in un senso o nell’altro debba impedire di sentirsi tutti parte di un’unica comunità? Si sa, l’estremismo e il fondamentalismo in generale non portano mai niente di buono, anzi, lasciano spazio a coloro che decidono di speculare sulle debolezze delle persone (e qui mi fermo, perché il discorso è troppo ampio) e distruggere l’unità di una comunità intera. Ora, provate a mettervi davanti allo specchio del bagno, toglietevi le protesi, guardatevi attentamente e cercate di rispondere a queste domande:

  1. Come siete nati?
  2. Come siete diventati sordi / perché siete nati sordi?
  3. Da piccoli sapevate già comunicare oltre la vostra sordità?
  4. Come comunicate?
  5. Sentite lo stesso anche con o senza protesi acustiche e IC?
  6. Lasciate stare i dirigenti delle associazioni e i medici a favore dell’IC.
  7. Riflettete benissimo sul mondo dei sordi, quali problemi affrontano in materia di accessibilità e mancanza di servizi.
  8. Provate ad immaginare di essere senza protesi o IC: quando le indossate è per voi come una specie di miracolo?
  9. Siete sempre andati dai logopedisti?
  10. Avete avuto difficoltà a scuola?

So che non è facile immaginare tutto questo. Io ci ho provato e sono riuscito a comprendere bene perché sono sempre sordo dalla mia nascita. Ci sono quelli che sono diventati sordi da poco, insomma da adulti, un ostacolo molto duro che influisce sul loro lato psicologico. Li capisco, però c’è da dire che loro hanno un grande vantaggio: quello della memoria, dato che prima parlavano già bene e sono in grado di recuperare qualcosa usando le protesi o l’IC, ma anche loro restano sempre sordi come me. Per questo cerco di porre fine al “fanatismo” tra diversi tipi di sordità perché questo non ci aiuta mai e non ci migliorerà mai! Proprio per questo ho fondato questo gruppo ASU – Amici Sordi e Udenti, Insieme per superare la Barriera, perché forse io riesco a mettere “pace” tra tutte queste diversificazioni, per stare tutti insieme e forse ci sono anche riuscito in qualche modo. Non è mai facile ma è fattibile. E’ molto importante per il nostro futuro stare tutti insieme, perché se rimaniamo uniti la nostra sordità diventa ancora più forte del fanatismo e può batterlo, o altrimenti queste lotte interne alla comunità sorda, sono destinate a far peggiorare sempre di più il nostro rapporto. Ricordiamoci sempre della NOSTRA origine comune, quella ci aiuta molto a rafforzarci giorno dopo giorno. La cosa bella è stare tutti insieme, perciò smettiamola di perdere tempo con cose inutili! Abbiamo questioni più importanti da risolvere, come:

  1. Dare un lavoro ai disoccupati;
  2. Migliorare le scuole e fornire un’istruzione adeguata ai bambini sordi;
  3. Gestire e migliorare accessibilità e servizi destinati alle persone sorde.

Siamo noi che dobbiamo essere moderati, è molto bello aiutarsi a vicenda così la sordità rimane unica per tutti noi. Cerchiamo di eliminare una volta per tutte ogni differenza, disprezzo ed egoismo tra i diversi tipi di sordità, facendo così un bel gesto di generosità e dando dimostrazione di mente aperta. Io amo stare con tutti i sordi, senza nessuna distinzione, perché siete sordi come me! Non importa se qualcuno sente meglio di me, l’importante è stringerci la mano. Così potremo avvicinarci e integrarci ancora di più con gli udenti e ovviamente essere percepiti come un’unica e forte entità dallo Stato Italiano! Non so se il mio pensiero di quello sarà utile per tutti noi sordi, ma io spero proprio di sì! Con questa ventata di ottimismo e un accorato richiamo all’unità e all’integrazione che Mirko conclude il suo lungo post. Io, per quanto mi riguarda, non posso che apprezzare la sua forza e la sua capacità di coinvolgere e unire la comunità sorda, la sua determinazione e l’innegabile carisma, perciò mi sento di dire una sola ma significativa parola: “Grazie”!

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