Seleziona una pagina

Quando, per un motivo o per un altro ci si avvicina al mondo della sordità profonda, una delle disabilità sensoriali più gravi e invalidanti in assoluto, seconda solo alla privazione della vista, si resta colpiti da come possa presentarsi con tanti aspetti differenti. Incontriamo infatti sordi oralisti, segnanti, protesizzati, impiantati, ecc.; e ancora differiscono tra loro, e non di poco, i figli di sordi o di udenti, oppure secondo quali iter riabilitativi siano stati seguiti, con maggiore o minore efficacia, e via così.

In realtà, si tratta di apparenze rilevanti eppure non sostanziali: una e una sola è la dimensione della sordità profonda. Perché la sordità in sé e per sé non è una malattia, al limite è una conseguenza di quella.

Più precisamente la sordità è una condizione, uno status, che si adatta come un vestito, di un preciso colore e dal taglio richiesto, alla persona che vi è costretta.

Ne consegue che ne derivano una gran varietà di abiti, di diversi colori, di stili differenti, e infinite sfumature di toni tra un colore e l’altro, tra un taglio e l’altro, esattamente quante sono le singole persone costrette a convivere in questa particolare dimensione di haute couture.

Parliamo di costrizione, di vestito imposto come una divisa, confezionato su misura, di dimora obbligata in una certa dimensione, di evento non preordinato: infatti, nessuno sceglie di divenire sordo, sia chiaro, è un evento non desiderato, che può accadere. I sordi vivono perciò la loro condizione normalmente, con naturalezza e semplicità, qualcuno se ne fa un problema o un’ossessione, qualcun altro meno, i più tendono sicuramente a rapportarsi prioritariamente, e logicamente, con interlocutori che condividono la stessa condizione, certi di essere compresi. Nessun sordo gode, si vanta o ostenta la propria sordità: semmai, rivendica con orgoglio, fierezza ed estrema dignità il rispetto per il proprio ruolo, richiede con semplicità e determinazione il riconoscimento dei suoi inviolabili diritti di persona e di cittadino, in definitiva reclama esclusivamente la banale sacralità del proprio esistere, ostacolato dalle barriere fisiche-sociali opposte alla comunicazione, poiché l’habitat “normodotato” esclude canali che non siano prioritariamente se non esclusivamente audio verbali. Moltissimi sordi, se non tutti, ciò malgrado non si scoraggiano, con tutti i limiti imposti alla loro libertà di espressione non restringono il proprio orizzonte di vita solo alle persone sorde. Ci mancherebbe; si uniscono invece e si confondono tranquillamente con gli udenti nel vivere comune, perchè sicuramente i sordi non si percepiscono come una minoranza etnica, non si vedono per niente fuori dal consorzio umano di appartenenza -anzi- vorrebbero solo partecipare di più e meglio, se solo non fosse ostacolata la loro comunicazione. Tutto il resto è una conseguenza: le persone sorde vivono a una e una sola dimensione. La loro dimensione è visiva, non acustica: la maggioranza dominante li vuole assurdamente a forza costringere in una dimensione che non è la loro, incurante delle legittime proteste. La dimensione della persona sorda è l’assenza del suono, la loro condizione unica è non sentire. Tutto il resto è relativo. Pur essendo diversi, non sono divisi; a dividerli semmai ci pensano gli udenti. La dimensione della sordità, la condizione di sordo, determina esperienze di vita spesso dolorose, incide nell’animo e nel cammino biografico per unicità, diversità, sofferenza, disagio, impegno, riabilitazione lunga, incerta, frustante, umiliazioni, delusioni, ridimensionamento dei propri sogni, ambizioni, desideri. Bisogna essere sordi per capire, gli udenti hanno in genere un percorso esistenziale assai più agevole: perciò i sordi non sono divisi o conflittuali, vivono tra loro in una dimensione di maggiore solidarietà e condivisione, se non ci sono interferenze interessate e condizionamenti da parte di pretese associazioni pro sordi. I sordi non sono né migliori né peggiori delle altre persone, ognuno di loro è il frutto della propria storia, origine, famiglia, educazione, stato sociale, e in particolare ognuno ha seguito iter riabilitativi diversi. Ciascuno perciò ci appare a suo modo, come deve essere: prima di essere sordi, essi sono persone. E come tali diversi l’uno dall’altro, ma uniti dalla stessa dimensione. E spesso, anche se non tutti, da un unico emblema. L’emblema unico della sordità è singolare, è il proprio metodo di comunicazione naturale, il sordo profondo la acquisisce spontaneamente proprio a causa della sordità. Si può apprezzare in tutta evidenza allorchè notiamo una persona che, protessizzata o meno, comunica speditamente con altri, sordi o udenti, utilizzando una lingua segnata, muovendo abilmente le mani nell’aria, giostrando sulle diverse dimensioni del corpo, con la postura e l’espressività del viso, talora mimando i termini oralmente con o senza emissione di suono. Quest’uso del canale visivo segnante, più specificamente la conversazione in una lingua segnata, la lingua dei segni italiana, la LIS, è di per sé uno spettacolo affascinante, con un che di artistico, di magico, di musicale, è la quintessenza di una comunità sorda. La LIS è magistralmente, di diritto, una lingua fiabesca e favolosa, ma in particolare è elisir unico e insostituibile della categoria di sordi profondi, esclusi in misura totale dalla dimensione sonora, per i quali la lingua segnata è letteralmente un salvavita. La sordità è una cosa grave, perciò seria, nessuno può essere lasciato indietro. La sordità, in definitiva, esiste con una e una sola dimensione, i sordi sono semplicemente udenti che non sentono. Capirlo è una questione di cultura.

Per questo, in un’epoca di droghe e dipendenza, vale la pena di raccomandare a tutti, e non solo alle persone sorde: fatevi. Fatevi di cultura; vi creerete un’indipendenza formidabile. A una dimensione.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Secondo l'attuale legislazione dell'UE, tutti i gestori di siti Internet sono tenuti a informare gli utenti se, quando e quali cookie vengono utilizzati, e ad ottenere il consenso degli utenti all'utilizzo di detti cookie. Si prega di leggere attentamente la presente informativa per sapere quali cookie vengono da noi utilizzati e quali informazioni vengono da noi raccolte in questo contesto sui nostri siti internet. La presente informativa sui cookie è relativa al sito www.intendime.com gestito e operato dalla società IntendiMe S.r.l.s., con sede legale in Sestu, via Europa, 8, P.Iva IT03616060921 (“IntendiMe”) e fornisce una panoramica riassuntiva su come IntendiMe utilizza i cookie sui propri siti internet. Consenso all'utilizzo dei cookie: Se si visita questo sito internet, se le impostazioni del proprio browser permettono l'abilitazione dei cookie e se si prosegue con l'utilizzo del sito, ciò viene da noi inteso come consenso all'utilizzo dei cookie da parte di IntendiMe, così come descritto dalla presente informativa. Cosa sono i cookie? I cookie sono piccoli file di testo che i siti internet visitati inviano al proprio terminale (computer, laptop, smartphone, tablet), dove vengono memorizzati. I cookie vengono salvati nella directory del browser. Ad ogni visita successiva del sito in questione, il browser invia nuovamente i cookie al sito stesso, in modo che quest'ultimo riconosca il terminale, migliorando così l'esperienza di utilizzo dell'utente ad ogni successiva visita del sito. Per saperne di più sui cookie e sul loro funzionamento, consultare il sito www.allaboutcookies.org oppure www.youronlinechoices.eu. Quali tipi di cookie esistono? I cookie vengono di norma classificati nelle seguenti categorie: Cookie di prime parti: sono i cookie impostati dal sito internet visitato dall'utente, ad esempio quelli impostati da IntendiMe se si vista un suo sito. Cookie di terze parti: sono i cookie impostati da un dominio diverso dal sito internet visitato dall'utente. Cookie di sessione: sono attivi solamente durante una sessione del browser. Permettono la connessione di tutte le attività effettuate dall'utente durante la sessione del browser. I cookie di sessione vengono cancellati quando il browser viene chiuso. Cookie permanenti: rimangono nel PC anche dopo la fine della sessione del browser. Vengono riattivati ad ogni visita successiva del sito da cui provengono, e rimangono per un tempo prolungato sul disco fisso del terminale. I cookie permanenti possono rimanere nel computer per giorni, mesi o persino anni. Quali cookie si utilizzano nello specifico sul sito? Il Sito contiene collegamenti ad altri siti Web che dispongono di una propria informativa sulla privacy. Come posso modificare le mie impostazioni sui cookie? A tal fine è necessario disattivare o cancellare i cookie. Il browser internet permette di modificare le impostazioni sui cookie. Queste si trovano di norma nei menu "Opzioni", "Strumenti" o "Preferenze" del proprio browser. è possibile anche ricorrere al menu "Guida" del proprio browser. è possibile che browser diversi utilizzino meccanismi diversi per disattivare i cookie. Ulteriori informazioni su come bloccare o cancellare i cookie sono riportate qui: www.allaboutcookies.org

Chiudi