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Una serie tv sorda CITY GIRL scatena il dialogo su argomenti tabù in Kenya

da | Ago 21, 2020 | IntendiNews | 0 commenti

Alla fine di Marzo, durante il lockdown a causa del Coronavirus sono andati in onda tanti film e serie tv, tra cui una serie televisiva intitolata City Girl.
City Girl è una serie tv drammatica creata nella Lingua dei Segni Keniota che è stata presentata per la prima volta nel canale Signs Tv, una rete di nicchia che si rivolge principalmente alle persone sorde.

La serie racconta il viaggio di una 24enne sorda, Eva, mentre si sposta dal suo villaggio alla grande città alla ricerca di nuovi orizzonti. Durante il suo viaggio troviamo dei colpi di scena che le aprono gli occhi a un mondo completamente nuovo.
La serie tv è suddivisa in 8 episodi dove si alternano dramma e umorismo per esplorare argomenti delicati che ruotano intorno a problemi sessuali e riproduttivi, come per esempio il controllo delle nascite, sesso sicuro, mestruazioni, malattie a trasmissione sessuale e abusi sessuali.

In molti contesti il sesso, il controllo delle nascite e le mestruazioni sono considerati degli argomenti tabù e molti si sentono a disagio solo a sentirne parlare.

La serie utilizza un approccio narrativo semplice, comprensibile per esplorare e capire questi problemi in un modo che stimola il pensiero e la conversazione su ciò che comporta avere uno stile di vita sessuale e riproduttivo sano.

La serie tv ha i sottotitoli inclusi pensando agli spettatori non segnanti e udenti ed è disponibile su StarTimes e GoTV.

Il cast Girl City è composto prevalentemente da persone sorde.

Eva, il personaggio principale è interpretato da un’attrice sorda, Videliz Njoki.
Per Videliz, far parte dello spettacolo è un sogno diventato realtà perché ha finalmente la possibilità di dimostrare il suo talento. La sua passione per le esibizioni a volte sembrava fuori portata soprattutto perché le persone con disabilità non sono incluse negli spettacoli televisivi tradizionali.
Questa serie TV è stata la sua occasione per mostrare che le persone sorde sono proprio come tutte le altre: hanno sentimenti, aspirazioni e talenti. Non vogliono essere compatite o guardate in modo diverso.

Fonte: The Star 

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