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Cosa sono i suoni fantasma o tinnito?

da | Apr 24, 2020 | Salute | 1 commento

Sentire un suono fantasma che non esiste nella realtà non è poi così strano: se noi ci troviamo in un luogo insonorizzato possiamo sentire dei suoni molto lievi e questo fenomeno è causato dall’acufene.

L’acufene può presentarsi sotto forma di sibilo, ronzio, fischio, suono vivace o campanello nelle orecchie che solo tu puoi percepire.
C’è da precisare che non è una malattia o una patologia, ma solo un disturbo caratterizzato dalla percezione di suoni non legati a stimoli esterni. Si tratta di fastidiosi rumori, a volte anche intensi, che sembrano provenire dall’ambiente esterno ma che in realtà si originano all’interno dell’apparato uditivo.

Le persone che soffrono di acufene, detto anche tinnito, noto anche come “fischio delle orecchie”, sentono dei suoni irreali.
Questo purtroppo capovolge solitamente la vita di queste persone provocando stati d’ansia, stress, rabbia e addirittura disturbi del sonno causando un vero disagio. Se noi guardiamo e diamo particolare attenzione ai dati epidemiologici, ne soffre quasi il 20% della popolazione italiana. Non esiste una cura per il tinnito, ma possiamo aiutare le persone a gestirne i sintomi.

L’acufene è accompagnato talvolta da altri disturbi uditivi, uno di questi è l’ipoacusia: il cervello riceve minori stimoli sonori e cerca di compensare il silenzio o la mancanza di suoni producendo altrettanti suoni propri.

Cosa causa i suoni fantasma o acufene?

Possiamo trovare diversi meccanismi che possono causare questo disturbo, quella più comune è l’esposizione al rumore eccessivo che danneggia le piccole cellule che si trovano all’interno dell’orecchio o se si usano le cuffie per svariati motivi (ad esempio per lavoro o per ascoltare musica): in questi casi bisogna fare in modo che il volume non sia troppo alto perché potrebbe esserci il rischio di provocare l’acufene.

 

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Acufene e musica

Che si tratti di rock, pop, jazz o musica classica, poco importa. Il livello sonoro di un’orchestra sinfonica in pieno regime è intorno ai 110 decibel, ben superiore al rumore di una metropolitana di passaggio (90 decibel) o di un martello pneumatico (100 decibel a una distanza di circa 3 metri).
Per questo motivo, indipendentemente dal genere suonato, i musicisti esposti quotidianamente a prove di gruppo, registrazioni in studio e concerti, sono facilmente vittime di deficit uditivi. Spesso infatti i musicisti e i cantanti soffrono di acufene.

Ce ne sono alcuni molto famosi, come Ludwig Van Beethoven che era afflitto da problemi di ipoacusia (cioè la riduzione dell’udito) già prima dei 30 anni, il pianista tedesco continuò a comporre, condurre e suonare capolavori come la Nona Sinfonia anche dopo che divenne del tutto sordo.
La sordità di Beethoven, che cominciò dall’orecchio sinistro e poi colpì anche il destro, fu accompagnata da acufene.

 

Acufene e auricolari

Ma non solo la musica, anche gli auricolari presentano una probabilità maggiore di contribuire all’acufene e alla perdita dell’udito rispetto ad altre tipologie di cuffie.

 

Malattie e medicine che causano l’acufene

L’acufene può essere causato anche da un malfunzionamento dei neurotrasmettitori ma anche di un’otite, o persino da un effetto collaterale di certi antibiotici o antidepressivi, da aspirina o altri antinfiammatori e da farmaci chemioterapici.

 

Acufene: quando è il caso di rivolgersi a un medico

Alcuni di questi suoni fantasma però, sono solo un fenomeno temporaneo soprattutto se il ronzio o il fischio è causato dopo una serata in discoteca, causata dalla musica eccessiva.

Se invece il fischio è permanente, le conseguenze possono rivelarsi serie e influire particolarmente il suo assetto psicologico ed emozionale con compromissione della vita di relazione e delle capacità lavorative, innescando a volte anche importanti stati ansioso-depressivi.

In realtà i suoni fantasma sono sempre presenti e si possono percepire maggiormente nei momenti di silenzio.

Solitamente quando si inizia ad avvertire questi suoni fantasma, la prima cosa che bisogna fare è rivolgersi ad un otorinolaringoiatra per una diagnosi accurata.

È inoltre possibile che l’acufene sia il campanello d’allarme di un tumore encefalico, spesso benigno.

Gli approcci principali sono rappresentati dalle tecniche riabilitative, quali la Tinnitus Retraining Therapy – TRT, che è una terapia di desensibilizzazione che prova a rimuovere la percezione dell’acufene dalla coscienza del paziente, per iniziare e facilitare il processo di abitudine e per farlo si usa spesso la tecnica dell’arricchimento sonoro. In pratica il paziente viene sottoposto a stimolazioni acustiche di bassissima intensità attraverso generatori sonori (di norma rumore bianco) che, in sottofondo, producono suoni che si mischiano all’acufene.

Ci sono poi i trattamenti farmacologici o, infine, un’altra strategia è quella di mascherare l’acufene con un altro suono emesso da protesi acustiche.