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Intervista a Carmelo Rodolfo Mazzamuto: godersi la pensione tra libri e passioni, dopo una vita nella finanza

da | Giu 29, 2020 | Storie | 3 commenti

Carmelo ha 63 anni, è sordo profondo e vive a Roma Eur dove fa la bella vita del pensionato.
Siculo-calabrese, come scherzosamente gli piace definirsi, ma nomade di fatto. Ama dipingere e dilettarsi ai fornelli, ma soprattutto è un grandissimo appassionato di lettura e per questo ha creato e gestisce su Facebook il “Gruppo dei lettori sordi o appassionati dei libri sordi italiani”. Da ragazzo ha praticato la pallavolo, la pallanuoto e il calcio a livello amatoriale come portiere, tre sport che gli hanno dato un sacco di energia positiva. Oggi colleziona monete straniere e le storiche “lire” in banconote, che gli ricordano il suo lavoro nel mondo della finanza.

Sei nato sordo o lo sei diventato?

Avevo appena 15 mesi di età quando ho avuto un episodio di febbre altissima, che è salita fino a 40. L’otorino disse che in seguito alla febbre il sangue acustico si era staccato dal timpano, facendomi così perdere l’udito. I miei genitori si preoccuparono moltissimo e ne soffrirono tanto, ma hanno reagito da persone intelligenti e dimostrato grande forza.

Conosciamo meglio Carmelo Rodolfo Mazzamuto

Quali rimedi e percorsi riabilitativo-educativi hanno scelto i tuoi genitori per te e come sono stati?

I miei genitori mi hanno cresciuto con molta pazienza e hanno fatto tanti sacrifici per permettermi di imparare a parlare, leggere e scrivere bene. Se ci penso li ho fatti penare parecchio, ma mi sono stati sempre molto vicini e non si sono mai risparmiati. Per me hanno scelto il percorso del bilinguismo, e hanno fatto bene: imparare a parlare e segnare mi ha aiutato a superare i miei limiti e ad inserirmi sia con le persone udenti che sorde. A causa del lavoro di mio padre (avvocato e ispettore capo delle Ferrovie dello stato), ho fatto su e giù per lo stivale, e quindi ho cambiato tante scuole. Infatti, dall’asilo alla quarta elementare ho frequentato l’Istituto F. Gualandi di Bologna, la scuola di Catania, mentre dalla quinta elementare in poi ho frequentato le scuole per udenti a Roma, dove mi sono diplomato.  

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Che studi hai fatto?

Ho conseguito ben due diplomi: il primo da Ragioniere e perito Commerciale con un bel 58/60 presso una scuola parificata, e il secondo come Segretario Amministrativo aziendale: ho sempre fatto tutto da solo, senza sostegno e senza interprete LIS al mio fianco. Allo stesso modo ho frequentato anche dei corsi di stenografia, dattilografia e informatica. Dopo gli studi sono entrato nel mondo del lavoro, e in particolare ho iniziato la mia carriera in banca.

Mi racconti del tuo lavoro in banca? Hai avuto particolari difficoltà nell’ambito finanziario?

Sono stato assunto dal Banco di Roma che poi, dopo varie peripezie e fusioni, è diventata Banca Unicredit. Ho fatto il cassiere e responsabile di valuta estera, l’addetto amministrativo e l’analista azionario. Tutto questo mi è stato possibile grazie alla preparazione scolastica di partenza e a quella professionale acquisita nel tempo, alla mia determinazione e alla voglia di imparare cose nuove. Devo anche ringraziare alcuni colleghi udenti che non mi hanno mai escluso dall’ambiente lavorativo. Non posso però non citare l’importanza che la lettura e la scrittura hanno rivestito nello sviluppo delle mie capacità intellettive, poiché è grazie a queste buone prassi se le difficoltà lavorative non sono state poi troppe.

carmelo. rodolfo mazzamuto

Ora sono felicemente pensionato e penso sempre a quante soddisfazioni il mio lavoro è stato in grado di darmi, sia a livello professionale che umano! Oltre all’aver avuto modo di conoscere a fondo i servizi bancari, finanziari e azionari, ho avuto il piacere di frequentare colleghi e clienti udenti e sordi, sempre trovandomi perfettamente a mio agio; che poi, alla fine è quello che faccio anche nella sfera privata, con gli amici di infanzia e di lunga data, sia sordi che udenti.

Quale atteggiamento verso la tua sordità ti infastidisce di più?

Sicuramente quando scambiano, o hanno scambiato, la mia sordità per un deficit cognitivo.

Raccontami del “Gruppo dei lettori sordi o appassionati dei libri sordi italiani”

Sono l’unico amministratore del gruppo, dove si consigliano ai lettori sordi i libri scelti, i più letti o quelli che sono piaciuti di più ad altri lettori. Tra i membri del gruppo si contano persone sorde appassionate di lettura, tra cui molte sono preparate, laureate, diplomate… e professionisti di vario genere. Oltre ai dibattiti sulle letture, c’è anche spazio per parlare di cronaca e attualità, arte, pittura e natura, tutte mie grandi passioni.

Carmelo e i suoi amati libri

Dopo tutto questo parlare di libri vorrei sapere qual è il tuo libro preferito.

Angeli e Demoni, di Dan Brown

Come hai vissuto questo periodo segnato dal coronavirus?

Ho affrontato il periodo di quarantena con pazienza, leggendo molto e dedicandomi alla mia famiglia.

La sordità cosa ti ha dato e cosa invece ti ha tolto?

La sordità mi ha tolto un’immediata integrazione con le persone, ma non ne ho fatto un problema dato che ho un bel carattere e riesco comunque ad interagire con tutti. Mi ritengo molto fortunato perché ho molti amici e colleghi udenti che mi stimano, anche se sono dispiaciuti per la mia sordità. E io ancora sono qui a chiedermi il perché del loro dispiacere…

Un consiglio da te, per te

Carmelo, ricordati di scrivere con attenzione e parlare piano.

Hai un sogno nel cassetto?

Sogno la vera integrazione, anzi l’inclusione, un mondo dove non si faccia più distinzione tra persone sorde con o senza apparecchio acustico o impianto cocleare, segnanti o oralisti… un mondo dove ognuno è semplicemente se stesso, con la sua storia e le sue scelte personali, tutte degne di rispetto.
Ho anche un altro sogno nel cassetto, che è quello di riuscire ad organizzare un convegno con tutta la comunità dei sordi, dottori, professori, ricercatori, politici, datori di lavoro etc. Ce la farò?

Carmelo pensionato felice