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Intervista a Martina Imparato: pittrice, tatuatrice e makeup artist sorda

da | Ott 2, 2020 | Storie | 0 commenti

Martina è nata 26 anni fa a Biella con una sordità bilaterale, e le sue più grandi passioni sono il disegno e la pittura. Dal momento in cui a tre anni ha preso una matita in mano, ha cominciato a riempire di arte e bellezza la sua vita e, più il tempo passava, più era impossibile non accorgersi del grande talento che accompagnava il suo spirito artistico. Ma pastelli, pennelli e acquerelli non sempre sono sufficienti ad esprimere tutta l’arte che le esplode dentro, così Martina decide di applicare le sue doti anche al make-up e ai tatuaggi che le permettono di “dipingere e disegnare” non solo le tele, ma anche la pelle. Nel frattempo studia, si forma professionalmente in questi settori e oggi condivide con un pubblico ammirato le sue creazioni sulle pagine Instagram, Facebook e sul Canale YouTube dove mostra sia i vari make-up che tutti i ritratti che realizza.

Quando e come si sono accorti della tua sordità?

Fin dalla nascita, i miei genitori sono sempre stati molto attenti ai miei comportamenti e movimenti, poiché al quarto mese di gestazione mia madre aveva contratto la rosolia: il timore delle conseguenze che questa avrebbe potuto avere su di me, ha portato i miei ad osservarmi costantemente… ed ecco che ad un certo punto si sono accorti che quando mi chiamavano non mi giravo quasi mai e poi urlavo tantissimo! Ero sì gioiosa, e a modo mio cantavo – o così credevo – mentre stavo affacciata al balcone e rallegravo le giornate dei miei vicini, ma era chiaro che qualcosa non andava. Così, a due anni e mezzo sono stata sottoposta ad un esame specifico presso l’ospedale di Padova, dove è stata scoperta la mia ipoacusia bilaterale, che probabilmente è da ricollegarsi proprio alla rosolia contratta da mia madre in gravidanza.

carmelo. rodolfo mazzamuto

Quali rimedi e percorsi riabilitativo-educativi hanno scelto i tuoi genitori per te e come sono stati? Tornando indietro, pensi che abbiano fatto la scelta giusta per te o la cambieresti? 

Sono stata seguita dall’ospedale di Padova, dove mi sono state prescritte delle protesi adatte alla mia sordità e nel frattempo ho iniziato a seguire un percorso di logopedia a cui i miei genitori mi accompagnavano 3 volte alla settimana. Successivamente sono stata inserita in una scuola a Cossato (Biella) in cui era, ed è tuttora presente, il “Progetto Bilinguismo”, che prevede di integrare i bambini sordi nella scuola “comune”, formando un gruppo di alunni sordi (che imparano la LIS come lingua naturale) e di alunni udenti (che imparano la LIS come seconda lingua); quindi noi bambini sordi venivamo inseriti in classi di bambini udenti, dove crescevamo insieme e comunicavamo tra noi grazie all’aiuto di interpreti e insegnanti di sostegno.

Perciò no, non cambierei nulla del percorso che ho fatto.

 

La sordità ha influito nella tua infanzia e nei tuoi studi? Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato e/o che incontri oggi?

La sordità ha avuto un grosso peso nella prima parte della mia vita. Durante l’infanzia ho avuto molte difficoltà soprattutto di comprensione, perché per me era davvero complicato e faticoso seguire il labiale delle persone, mentre mi trovavo davvero bene a comunicare con la LIS, che purtroppo ancora in pochi conoscono. Tutt’oggi ho delle lacune nella lingua italiana che cerco di colmare come meglio posso, ecco perché vorrei tanto che in ogni scuola ci fosse spazio per insegnare assieme alla lingua italiana orale e scritta, anche quella dei Segni, così da eliminare in partenza le possibili difficoltà di comunicazione sia agli allievi sordi che udenti.

carmelo. rodolfo mazzamuto

Qual è il pregiudizio sulla sordità che ti infastidisce di più?

Detesto quando le persone dicono che noi sordi non possiamo svolgere determinate cose o lavori, perché in quel momento stanno assegnando dei limiti alle nostre capacità senza nemmeno conoscerci. Inoltre non sopporto quando le persone che scoprono la mia sordità mi dicono “oh poverina, ma come mi dispiace!”; questa è una cosa che mi fa sentire ancora più debole e inadeguata.

 

Cos’è l’Arte per te e cosa ti fa provare?

L’arte per me è tutto! Già solo sentire l’odore dei fogli nuovi, dei colori e delle tempere mi rende felice! Amo esprimermi tramite il disegno e la pittura, è il mio unico modo per far vedere agli altri cosa sento dentro.

Voglio continuare a crescere nel mondo dell’arte, sia come artista che come persona e ho tanto obiettivi, tra cui quello di allestire delle mostre delle mie opere. Tempo fa ne ho allestito una a Cossato grazie ai miei genitori e a un’amica di famiglia: è stato un passo importantissimo per me, perché quando fai una mostra ti devi aspettare qualsiasi tipo di osservazione da parte di guarda le tue opere; possono arrivare critiche ed espressioni di altri punti di vista, ma questo ti aiuta a crescere, perciò non vedo l’ora di farne un’altra!

 

Qual è la forma d’arte che più ami e quali sono i tuoi artisti di riferimento?

La forma d’arte che preferisco è la pittura e in particolare quella del movimento artistico del Realismo a cui mi ispiro e che si avvicina molto al mio stile. Nelle mie opere “realiste” io aggiungo fiori e animali per dare tocchi di colore e leggerezza.

Proprio fra i realisti ci sono i miei artisti di riferimento che sono Édouard Manet, Pierre-Auguste Renoir e Claude Monet: tutti e tre suscitano in me un turbinio di emozioni quando guardo i loro quadri e ammiro le loro tecniche, i mix di colori, lo stile dei volti e il modo di dipingere la natura; trovo che siano davvero qualcosa di incredibile.

carmelo. rodolfo mazzamuto

Fra le tante opere che hai realizzato, ce n’è una a cui sei particolarmente affezionata e perché?

Se dovessi scegliere ti direi il quadro in cui ho dipinto “la mia Gioconda rivisitata”. L’ho realizzato contro la violenza sulle donne, perciò ha per me un significato profondo e a cui sono affezionata.

 

La sordità cosa ti ha dato e cosa invece ti ha tolto (in generale e nel tuo lavoro)?

La sordità mi ha donato molte cose belle, come la conoscenza della LIS, che amo e che fa parte della mia vita. Ma la sordità mi ha dato anche e soprattutto la capacità di soffermarmi di più nell’osservare le cose, comprendere le emozioni attraverso lo sguardo, apprezzare tutto ciò che è diverso, che per me è sempre una meravigliosa scoperta. Essere nata sorda per me non è stato un fattore negativo ma una ricchezza.

 

Cosa vuoi fare da grande? Hai qualche sogno nel cassetto?

Vorrei continuare a produrre arte e vivere solo di questo. Il mio obiettivo principale è quello di diventare un’artista affermata, e nel frattempo continuo a coltivare anche la grandissima passione ho per il make-up. D’altronde, non è forse anche il make-up una forma d’arte?

Fin da piccola amavo truccarmi e truccare gli altri (per quanto potesse mai farlo una bambina così piccola), e spesso portavo a scuola con me la mia valigettina di trucchi con cui mi divertivo a truccare me e i miei compagni senza però farmi scoprire dalle maestre!!! In poche parole la passione per il make-up l’ho sempre avuta e sarebbe quindi anche questa una delle mie aspirazioni lavorative più grandi.

Segui Martina e scopri le sue meravigliose opere:

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carmelo. rodolfo mazzamuto

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