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Francisco Goya e la sordità che gli fece realizzare le sue opere migliori

da | Gen 5, 2021 | IntendiNews | 0 commenti

Francisco Goya: chi non ne ha mai sentito parlare?

Forse, però, non tutti sanno che a un certo punto della sua vita Goya divenne sordo e da quel momento la sua arte subì una radicale trasformazione che lo rese immortale.  

Francisco José de Goya y Lucientes fu uno dei più grandi artisti spagnoli del XVIII secolo, famoso e apprezzatissimo per la sua produzione pittorica e per le sue incisioni. 

 

Chi era Francisco Goya?

Nato nel 1746 a Fuendetodos, vicino a Saragozza, Goya si formò sulle opere dell’italiano Giambattista Tiepolo e del tedesco Anton Raphael Mengs, tra influenze rococò e neoclassiche tipiche di quel periodo e in contrasto tra loro.

Se il Rococò si caratterizza per uno stile pomposo, ricco di forme complesse, ricercate e asimmetriche, decorazioni sontuose riprese dalla natura e dallo sfarzo, al contrario il Neoclassicismo, sviluppato come reazione al Barocco e al Rococò, è uno stile asciutto, essenziale e basato sui principi di misura, proporzione ed equilibrio ripresi dall’arte classica.  

Accanto a queste suggestioni, Goya ebbe l’occasione di accostarsi ad artisti il cui stile anticipava quello che sarebbe poi diventato il Romanticismo, la corrente artistica promotrice delle forti passioni, del “sublime” e dell’istintività dell’atto creativo, in netta opposizione al Neoclassicismo. 

Con tali premesse, Goya elaborò uno stile personale ma inizialmente ancora legato alla tradizione e soprattutto all’ambiente aristocratico, divenendo anche pittore di corte. 

Nonostante le prime influenze e il ruolo ricoperto a corte, la pittura di Goya si è sempre distinta per uno spiccato realismo privo di idealizzazione, una libertà di espressione per lui irrinunciabile e un linguaggio individuale che non può essere inserito in una precisa corrente.

 

La sordità e la rivoluzione artistica di Goya

Il 1792 fu per l’artista l’anno che segnò un’irreversibile trasformazione nella sua vita ma anche e soprattutto nella sua pittura: la sordità rubò il suo udito e anche la sua serenità interiore.  

Da allora l’arte di Goya, sino a quel momento caratterizzata dall’uso di colori chiari e interessata alle scene di vita quotidiana, si fece sempre più pessimista ma allo stesso tempo più aderente alla sua realtà interiore. 

L’isolamento provocato dalla sordità diventò stimolo per ascoltare ed esprimere il suo io più profondo: visionario, immaginifico, cupo e drammatico. I suoi dipinti si popolarono di fantasmi, mostri, stregonerie e inquietudini trasposte sulla tela e testimoni del suo stato d’animo irrequieto.  

Fu questo il momento di maggior rilievo per l’arte di Goya, la sua pittura divenne moderna, rivoluzionaria, anticonformista e davvero libera da schematismi e imposizioni. 

Da questa battaglia interiore, in cui il raziocinio lasciò sempre più spazio a passione e irrazionalità, presero vita anche le sue incisioni più famose e tenebrose: i Capricci. Animate da personaggi mostruosi e deformati, animali bestiali in parte frutto della fantasia e scene oniriche e grottesche, le opere sono una chiara denuncia ai vizi, alla miseria e alla grettezza dell’essere umano e una rappresentazione di paure e pulsioni umane, insite nell’inconscio e accantonate dalla ragione. 

In queste incisioni esplode il romanticismo di Goya, così come il suo animo delirante ma contemporaneamente lucido e cinico.

Insomma, Goya fu un uomo che fece della sua disabilità un punto di partenza per approdare a risultati artistici unici, grandiosi, geniali e senza tempo. 

Fonte: Superando

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