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Juan Pablo, il runner che corre per diffondere la Lingua dei Segni nel mondo

da | Lug 23, 2020 | IntendiNews | 0 commenti

Sono tante le cause alle quali i runner decidono di dedicare le proprie traversate e avviare delle raccolte fondi e quella di Juan Pablo Niama Savonitti ci piace davvero un sacco!

Juan Pablo ha 38 anni, è italo-argentino e nella sua vita si è reinventato diverse volte: qualche esempio? È stato bracciante agricolo a Sabaudia, cameriere in un ristorante argentino, tecnico informatico multilingue e tanto altro ancora. Ad accompagnarlo in tutti questi suoi cambiamenti è stata la passione per la corsa e il primo gennaio 2019 è partito dall’Ushuaia con l’intenzione di collegare le tre Americhe fino all’Alaska.

Perché ve ne parliamo? Perché Juan Pablo è CODA, è cioè figlio di genitori sordi e la sua corsa ha come obiettivo quello di promuovere la Lingua dei Segni nel mondo.

Suo padre, di origini friulane, si è trasferito con i suoni nonni a Buenos Aires e lì, in un raduno per persone sorde, ha conosciuto la sua mamma.

 

Juan Pablo Niama Savonitti ha iniziato a correre a 15 anni, con l’atletica leggera, ma ha poi interrotto e ripreso solo nel 2016.

Abitavo e lavoravo a Sofia, in Bulgaria, quando mi hanno parlato di una ultramaratona in montagna di 100 chilometri. A due giorni da quella gara, provai a iscrivermi sul sito, ma le iscrizioni erano già chiuse. Quindi telefonai agli organizzatori dicendo che avevo viaggiato dall’Italia per quella gara. Pensarono che io fossi un atleta d’elite e mi lasciarono gareggiare. Così, è nata la mia passione per le ultramaratone e le lunghe distanze.

Ha iniziato così ad allenarsi con un’atleta d’elite bulgara e a partecipare a 2 ultramaratone al mese di più di 100 chilometri.

Dopo due anni ho pensato di unire le mie più grandi passioni: correre e viaggiare senza misurare il tempo. L’ultrarunning per me è uno stile di vita, ed è proprio quando corro che trovo me stesso e riesco a vivere nel presente passo dopo passo”.

Nel gennaio 2019 la decisione di intraprendere un viaggio completamente da solo: fino ad ora Juan Pablo ha percorso tutta l’Argentina e il Cile per un totale di quasi 7000 chilometri, finché la pandemia non l’ha bloccato a pochi passi dal Perù.
Normalmente Juan Pablo percorre tra i 45 e i 60 km al giorno, per 5 o 6 giorni consecutivi, riposa per 2 o 3 giorni e poi riparte.

Il 40% dei soldi che posso raccogliere sarà destinato alla Federazione Mondiale dei sordi che si occupa di lottare per i diritti delle persone sorde nel mondo. Il 60% lo uso come sostegno economico per un pasto, un paio di scarpe o quello che potrebbe servirmi durante il viaggio.

Juan Pablo non è né un interprete né un educatore ma è cresciuto con i suoi genitori che parlavano la Lingua dei Segni e vorrebbe motivare quante più persone possibili ad imparare la propria Lingua dei Segni e ad interessarsi di più alla cultura e alla comunità sorda.

Impiegherò altri 2 anni (se tutto va bene) per completare questo viaggio. E’ molto difficile pianificare a lungo termine, specialmente con la pandemia. Mi piace pensare che potrei stare peggio e che ogni passo che faccio è uno in meno per arrivare in Alaska. Quindi penso poco e pianifico poco a lungo termine: vivo giorno dopo giorno.

Fonte: Gazzetta.it

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