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La lettera di Savino, ballerino pugliese sordo

da | Lug 8, 2020 | IntendiNews | 0 commenti

Savino, originario della Puglia e sordo dalla nascita, è un ballerino di 39 anni. Scrive una lettera a Fanpage dove racconta la sua disabilità invisibile, le lotte, i pregiudizi e le sofferenze che ha subito e superato nel corso della sua vita.

In questa lettera, Savino racconta di essere sordo e di essere un istruttore di ballo.

Spiega di essere cresciuto fino ai 16 anni insieme alle persone udenti quando, attorno ai 17 anni, ha cominciato ad entrare a contatto e a conoscere il mondo dei sordi e della Lingua dei Segni Italiana (LIS).

La sua vita è stata segnata da tanti sacrifici: a causa dei problemi economici della sua famiglia ha lavorato sin da adolescente per aiutare i suoi genitori. Cinque anni fa, però, Savino perse una delle colonne portanti più importanti della sua famiglia, suo padre, a causa di una malattia.
Questo ha avuto un’enorme impatto nella sua vita: il doversi rimboccare le maniche di nuovo, da solo, e superare un altro dolore immenso.

La sua adolescenza è sempre stata incentrata sullo sport, ha praticato arti marziali, ha giocato a calcio per diversi anni. Ha avuto, come tutti noi, delusioni amorose e così ha deciso di concentrarsi interamente sulla danza.

All’inizio, spiega Savino, lo faceva soprattutto per dare uno “schiaffo” morale alla sua ex-fidanzata, ma non è stato per niente facile. Praticare la danza è risultato veramente difficile, soprattutto il fatto di non sentire la musica o cogliere il ritmo e seguirlo bene. Si è rivelata una lunga strada, tortuosa, fatta di sfide fino a trovare un maestro che gli ha cambiato completamente la vita.
L’ha aiutato a scoprire la musica, i tempi, il ritmo e, con tanto allenamento e grazie all’aiuto dalle protesi acustiche, Savino è riuscito finalmente a muovere il suo corpo come desiderava e la passione per la danza ha iniziato a prendere forma grazie alle vibrazioni che percepiva.
Nel 2013 Savino è stato selezionato per un provino presso l’accademia A.S.C. di Roma, per diventare ufficialmente un istruttore di ballo caraibico. Tra mille persone era l’unico sordo ed è riuscito a passare l’esame e prendere vari corsi arrivando al diploma maestro ORO di danza caraibica.
Adesso Savino possiede 5 diplomi, tra cui quello di istruttore di 1 e 2 livello, maestro bronzo, maestro argento e maestro oro.
Nel 2017 al festival di Ferrara buskers, è stato l’unico artista sordo a fare una proposta di matrimonio in piazza al termine degli spettacoli, finendo addirittura sui quotidiani locali. 

Nell’ottobre 2018, Savino riceve come regalo di nozze da mia moglie la possibilità di realizzare un sogno: perfezionare la sua tecnica di danza con il leggendario maestro Domingo Pau, che l’ha accolto con amore nella sua casa della cultura all’Avana, insegnandogli il vero senso della danza folkloristica cubana. Qui Savino ottiene il diploma ufficiale cubano.

Vivere questa esperienza gli fa acquisire una consapevolezza maggiore e la voglia di  studiare al meglio i tempi e la musica originale cubana attraverso la clave, strumento molto sottile e lieve da sentire con le protesi acustiche.

Non è un’impresa facile, ma grazie all’umiltà del suo maestro Domingo e i suoi insegnamenti, tra sudore e fatica, consentono a Savino di credere di più in sé stesso.

Oggi Savino insegna in una scuola di ballo a Montesilvano, nella provincia di Perugia, presso la Said’A Dance ASD, con i suoi allievi adulti e senior che gli regalano ogni giorno amore e affetto. Nonostante la sua disabilità invisibile, vive per la danza perchè è stata l’unica che lo ha tirato fuori e ha permesso di superare tanti ostacoli e soprattutto a sconfiggere i pregiudizi. 

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