Sottotitoli: Instagram diventa sempre più accessibile

da Nov 26, 2020Intrattenimento

Martina Rebecca Romano e Micaela Cardilli sono amiche da una vita: compagne di università, coinquiline, compagne di viaggi e di svariate avventure e soprattutto migliori amiche, che con il tempo hanno saputo esserci sempre,  l’una per l’altra.

Tra loro sono solite chiamarsi Cip e Ciop. Cip è Martina Romano e Ciop è Micaela Candrilli, entrambe sorde. Si definiscono due ragazze in gamba con tanta voglia di spaccare il mondo! Micaela è quella più creativa: Community e Social media manager a tempo pieno e fotografa nel tempo libero, con i suoi scatti riesce sempre a cogliere quel dettaglio che fa la differenza e che emoziona. Aspirazione più grande? Diventare una fotografa professionista a tutti gli effetti.
Martina è invece quella più razionale, con i piedi per terra. Oltre ad essere una Performer LIS,  è un’attivista molto presente sui social determinata a cambiare e migliorare le cose, soprattutto per quanto riguarda la sordità e l’accessibilità. Sogno nel cassetto: diventare “Disability Manager”.

Martina e Micaela si sono unite ancora una volta in una lotta che sta loro molto a cuore, la sottotitolazione delle storie di Instagram.

carmelo. rodolfo mazzamuto

Di sottotitoli si parla spesso, ma perché su Instagram non sono così diffusi? E perché solo in pochi li utilizzano?

È vero, si parla sempre di più di accessibilità e di inclusione, difatti Facebook, il primo social d’eccellenza, ha abilitato i sottotitoli automatici per i contenuti multimediali; Instagram ha fatto lo stesso, ma solo per IGTV, un’applicazione integrata all’interno della piattaforma Instagram, che funziona diversamente dalle Instagram Stories. 

Per farla breve, le Instagram Stories possono essere sia foto statiche che video di una durata massima di 15 secondi e restano visibili per 24 ore. Sono immediate e si possono fare in qualsiasi momento della giornata e addirittura possono essere salvate in quelle che vengono chiamate le cosiddette “tab in evidenza”. Proprio perché sono immediate, è più facile e comodo registrarle con l’audio attivo e pubblicarle sul momento. Motivo per cui persone comuni, influencer e personaggi noti non li inseriscono. Molto spesso si dà per scontato che chiunque le ascolti senza difficoltà, “scordandosi” di quella piccola fetta di persone sorde o che, per un motivo o l’altro, hanno difficoltà uditive.

 

Cos’ha fatto scattare questa voglia di sottotitoli sulle Instagram stories?

Martina. Tempo fa, venni a conoscenza delle funzionalità utili di un’applicazione ‘Clips’,  app già installata in automatico sull’IPhone, e ne parlai con @unterroneamilano, conosciuto come Stefano Maiolica, che ha avuto il piacere di sperimentarla per primo e di caricare un video con i sottotitoli sotto forma di IG story. Ma era finita lì. 

Poi, una mattina qualsiasi mi sono svegliata e ho deciso che dovevo fare qualcosa! Ho quindi avviato una campagna di sensibilizzazione sui social network e in particolare su Instagram, che attualmente è il canale più utilizzato.
Sono partita dai miei seguaci/follower a cui ho chiesto di rendere le loro storie più accessibili tramite l’aggiunta di didascalie, come se fossero dei veri e propri sottotitoli.

In questo modo, per me, per i miei amici sordi e per chi non ha voglia o non può ascoltare o magari per chi, per una ragione o l’altra, ha problemi d’udito, è più facile seguire e ascoltare senza troppe difficoltà una semplice IG story, interessandosi a ciò che viene detto e raccontato.

Vorrei aggiungere una curiosità; dopo svariate ricerche, ho avuto la conferma che circa l’85% delle persone che visualizza i video nelle piattaforme social, generalmente lo fa senza audio. E allora perchè non abilitare la funzionalità dei sottotitoli, come hanno fatto Facebook e YouTube? Da qui è partita la mia idea di chiedere a più persone, influencer compresi, di sottotitolare attraverso delle app, come ad esempio Clips, o di inserire delle didascalie che riassumono ciò che viene detto nelle IG stories. In questo modo è possibile “accedere” a delle informazioni visivamente e non uditivamente. 

Cosa vuol dire per voi  guardare storie e dirette senza sottotitoli? Cosa vi fa provare?

 Martina e Micaela rispondono quasi all’unisono “E’ un po’ come tornare ai tempi del cinema muto, oppure come guardare un film tramite il Kinetoscopio, una sequenza di immagini in movimento senza audio”. 

 

Quali sono i metodi per sottotitolare su Instagram? E soprattutto… bisogna essere molto tecnologici per riuscire a farlo?

 In realtà è davvero molto semplice e alla portata di tutti, dipende solo dalla scelta del mezzo e della modalità; si può scegliere di sottotitolare con le App oppure riassumere semplicemente il contenuto con l’aggiunta di didascalie.

 

carmelo. rodolfo mazzamuto

Sottotitolare le IG Stories con le App

Per le Instagram Stories suggeriamo l’utilizzo di alcune App mobile, come ad esempio Clips per l’IPhone, o Clipomatic e AudioCap che funzionano sia con sistema operativo Android che iOS. 

 

Bastano pochi passaggi:

  1. Scarica l’App compatibile con il sistema operativo del tuo telefono; 
  2. Crea i tuoi video scegliendo la lingua e in automatico il tuo parlato verrà trascritto in sottotitoli;
  3. Salva il video e caricalo sulle tue Instagram Stories;
  4. Pubblica.

 

In alternativa, per chi non avesse voglia di utilizzare le App, si possono sempre aggiungere delle didascalie sotto le IG stories riassumendo ciò che si sta comunicando. 

 

Generare i sottotitoli delle IG Storie premendo l’icona del microfono del proprio telefono (come suggerito dalla pagina Marketing_with_Eva)

  • Carica il video sulle IG Stories; 
  • Clicca sul video: ti apparirà l’opzione testo e si aprirà la tastiera del tuo telefono;
  • Clicca sull’icona del microfono, e inizia a parlare o a dettare il contenuto che vuoi inserire, così da generare in automatico le didascalie per il tuo video (una volta generate, puoi anche modificarle a tuo piacimento); 
  • Pubblica ed ecco fatto!

 

Sottotitolare le IGTV in automatico (come suggerito dalla pagina Marketing_with_Eva)

Negli IGTV i sottotitoli possono essere generati automaticamente. Ecco come: 

  1. Nelle impostazioni di Instagram, fai clic su “Account” 
  2. Fai clic su “Sottotitoli”, quindi su “Sottotitoli generati automaticamente” 
  3. Carica il tuo video IGTV 
  4. Prima della pubblicazione, tocca “Impostazioni avanzate” 
  5. Attiva “Sottotitoli generati automaticamente” 
  6. Tocca “Fatto” e carica su IGTV e vedrai i tuoi sottotitoli

 

Da notare che non si possono modificare i sottotitoli dopo che sono stati caricati, quindi è opportuno controllare e assicurarsi che siano corretti. 

 

Quali sono le ragioni per cui sarebbe bene sottotitolare i video?

Ci sono almeno 7 buoni motivi per farlo, come ci spiega Marketing_with_eva in suo post:

  1. conformità legale;
  2. maggiore coinvolgimento della platea;
  3. garantire l’accessibilità;
  4. assicurare una migliore comprensione;
  5. aumentare le visualizzazioni video e SEO;
  6. agevolare anche gli spettatori non madrelingua nella comprensione di discorso fatto in una lingua straniera;
  7. avere la versione scritta dei propri video permette di creare più facilmente nuovi contenuti per blog, articoli o email.

 

E nelle dirette Instagram è possibile sottotitolare? 

Non ancora, ma siamo fiduciose! 

È infatti notizia abbastanza recente che ricercatori e ingegneri di Facebook, proprietaria anche di Instagram, abbiano iniziato a lavorare su un’intelligenza artificiale in grado di generare automaticamente i sottotitoli dai video in diretta in maniera veloce e accurata, per rendere i propri contenuti più accessibili. (Fonte di Wired) 

La società si è infatti accorta, soprattutto in periodo di pandemia, che attraverso le sue piattaforme venivano trasmessi numerosi video, anche in diretta, ma senza sottotitoli. Non appena disponibile, questo servizio verrà fornito in sei lingue, tra cui l’italiano. 

 

Il mondo è pronto per essere accessibile? Pensate che le persone siano abbastanza attente e sensibili?  

Noi crediamo di sì, anzi ci speriamo tanto e siamo molto fiduciose, perché il mondo è in continuo cambiamento e non si ferma mai. Sembra il momento giusto per abbracciare la diversity, che significa non soltanto essere aperti e proattivi nell’inclusione delle molteplicità più variegate, ma anche fare un passo in più: prepararsi ad accogliere e rispondere in modo rapido a ciò che la società ci offre nella sua interezza e mille sfaccettature. 

Martina ne aveva anche parlato nella sua tesi di laurea: “Diversity Brand, l’inclusione crea valore. Il caso del consumatori sordi”.

 

A chi vi rivolgete con questa iniziativa? 

Ci rivolgiamo a tutti coloro che sono disposti a rendere le proprie storie accessibili, ma in particolare ai personaggi più noti e agli influencer, poiché sono soliti parlare, chiacchierare e discutere di diverse tematiche nelle loro IG stories.

 

Come sta andando e come sta rispondendo la gente? 

Sembrerebbe che il passaparola abbia fatto un giro immenso sulla piattaforma Instagram, e addirittura molti big influencer ci hanno risposto, come ad esempio Chiara Ferragni, Paola Turani, Aurora Ramazzotti, Irene Colzi e molti altri. Ma anche mamme influencer, nutrizionisti, etc. Molti di loro stanno continuando a mantenere la parola inserendo sempre le didascalie nelle loro IG stories.

 

Le persone sorde stanno apprezzando e diffondendo l’iniziativa, oppure sono più gli udenti a restarne colpiti?

È piuttosto strano a dirsi, ma sono più gli udenti a restarne colpiti: sono proprio loro quelli più propensi a fare il passaparola e ad aggiungere per davvero le didascalie nelle loro IG stories. 

 

Cosa vi aspettatte di ottenere da questa vostra iniziativa?

Da questa lotta non cerchiamo di ottenere visibilità per noi stesse, ma solo per la causa.

Vogliamo soltanto essere ascoltate, che le persone ci prendano sul serio e che comprendano le nostre difficoltà e le nostre barriere. Ci auspichiamo che le persone inizino a dimostrare maggiore sensibilità e attenzione verso questa nostra “disabilità invisibile”, la sordità.  

Non ci teniamo proprio ad essere etichettate come le “poverine” di turno, che non sentono o che non comprendono. 

D’altronde qualcuno ci potrebbero anche dire “ma perchè non vi sforzate a leggere il labiale”? 

Ma la nostra risposta sarebbe “e perchè invece non vi sforzate voi e ci venite un po’ incontro? Sarà ancora più bello e soprattutto più facile ascoltare ciò che viene detto,  e sarà impagabile sentirci in qualche modo coinvolte e alla pari degli altri”.

 

Sottotitoli, accessibilità e inclusione sono un diritto di  tutti. 

Usate gli hashtag ufficiali #IGsottottoli #deaflife #accessibility e diffondete anche voi questa importante iniziativa, senza mai dimenticare di sottotitolare le vostre IG Stories: in fondo, i cambiamenti partono sempre dal singolo per poi coinvolgere la massa!