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Classificazione dei gradi di sordità

da | Feb 14, 2021 | Salute | 0 commenti

Con il termine sordità si fa riferimento a una condizione patologica che determina la perdita parziale o totale dell’udito. La sordità è considerata una disabilità invisibile in quanto non è immediatamente riconoscibile. 

Quali sono le cause che provocano sordità?

La perdita uditiva parziale, chiamata più precisamente ipoacusia, o totale può essere dovuta a svariate cause, tra cui:

  • esposizione prolungata a suoni ad alta intensità (musica, esplosioni, spari di arma da fuoco, martello pneumatico, ecc.);
  • predisposizione genetica;
  • infezioni dell’apparato acustico;
  • infiammazioni del condotto uditivo;
  • presenza di corpi estranei nel sistema uditivo;
  • accumulo di cerume nell’orecchio;
  • tumori;
  • invecchiamento 
  • malformazioni del condotto uditivo;
  • sordità improvvisa;
  • lesioni al sistema nervoso centrale; 
  • stress collegato alla vita quotidiana o causato da eventi traumatici;
  • farmaci ototossici (antidepressivi, antireumatici, antidolorifici e farmaci contro l’ipertensione);
  • allergie delle vie olfattive;
  • danni neurologici. 

In relazione alla causa scatenante e al tipo di sordità, il medico è in grado di definire una diagnosi e, quando possibile, un trattamento.

Come viene classificata la sordità?

Il Bureau International d’Audiophonolgie classifica i gradi di sordità in base alla gravità della perdita uditiva misurata in Decibel (dB), distinguendola in:

  • Sordità lieve – la soglia uditiva è compresa tra 20 e 40 dB
  • Sordità moderata – la soglia uditiva è compresa tra 40 e 70 dB
  • Sordità grave – la soglia uditiva è compresa tra 70 e 95 dB 
  • Sordità profonda –  la soglia uditiva è uguale o superiore ai 95 dB 

Per valutare l’entità della perdita uditiva di un paziente si ricorre all’esame audiometrico, un test volto a rilevare l’origine, la tipologia e il grado del deficit uditivo. Quest’ultimo misura l’intensità più bassa che ciascun orecchio è in grado di percepire a ogni frequenza, cioè la sua soglia uditiva.   

Premesso ciò, è evidente che i livelli di sordità individuati comportano differenti problematiche e richiedono di essere trattate con diversi approcci medici e/o riabilitativi. 

Chi è colpito da sordità lieve ha difficoltà a percepire i suoni di bassa intensità, ma sente facilmente le conversazioni a volume normale che si aggira intorno ai 65 dB. 

Non si può dire lo stesso delle persone che soffrono di sordità moderata, perché riscontrano difficoltà a sentire una conversazione a volume normale e, spesso, ad apprendere spontaneamente il linguaggio verbale. Per questi motivi sono spesso dotati di una protesi acustica che facilita la comunicazione. 

I pazienti con sordità grave non sentono chi parla con un tono di voce normale e percepiscono solo suoni ad alte intensità. Anche in questo caso non acquisiscono in maniera spontanea la lingua parlata ed è pertanto necessario ricorrere a un apparecchio acustico, se non addirittura all’impianto cocleare.  

Infine, chi è colpito da sordità profonda non sente le conversazioni ad alcun volume e non acquisisce il linguaggio verbale. Per queste persone la comunicazione è resa possibile dalla lettura del labiale, dalla lingua dei segni o dall’innesto di un impianto cocleare. 

Quali sono gli altri fattori di classificazione?

La classificazione della sordità varia anche in funzione di sede, localizzazione e periodo nel quale si manifesta. 

In base alla sede è possibile distinguere quattro principali tipi di ipoacusia:

  • ipoacusia trasmissiva – la perdita uditiva è causata da un danno all’orecchio esterno o alle strutture trasmissive dell’orecchio medio
  • ipoacusia neurosensoriale o percettiva – la perdita uditiva è da ricondurre a un danno delle cellule ciliate presenti nella coclea all’interno dell’orecchio interno o al nervo acustico
  • ipoacusia mista – la perdita uditiva è dovuta a un danno di orecchio esterno, orecchio medio e interno (quindi da cause trasmissive e sensoriali congiuntamente)
  • ipoacusia centrale – la perdita uditiva è causata da un danno alle vie acustiche centrali

In caso di ipoacusia trasmissiva è possibile intervenire nel tentativo di correggerla o migliorarla tramite trattamenti medici o apparecchi acustici. Anche l’ipoacusia neurosensoriale può essere corretta attraverso impianto cocleare, ma solo nel caso in cui il nervo acustico non è troppo danneggiato. 

Per quanto riguarda la localizzazione, la sordità può interessare un solo orecchio o entrambi ed essere pertanto monolaterale o bilaterale. Quando la perdita uditiva è totale e monolaterale si parla di “anacusia”, quando è totale e bilaterale è definita “cofosi”. 

Infine, in relazione al periodo in cui si manifesta, la sordità può essere congenita o acquisita.  

Si parla di sordità congenita quando la patologia si presenta sin dalla nascita, è acquisita quando si manifesta nel corso della vita a seguito di traumi o malattie. 

In base all’età di insorgenza, la sordità si distingue tra: 

  • pre-linguale – quando si presenta prima dello sviluppo del linguaggio verbale
  • post-linguale – quando si presenta dopo lo sviluppo del linguaggio verbale

La sordità pre-linguale è più complicata della post-linguale in quanto non consente al bambino di apprendere la lingua parlata e può causare sordomutismo se il bambino non viene adeguatamente seguito. Anche l’adulto, nonostante siano casi più rari che si presentano prevalentemente in presenza di cofosi, può perdere il linguaggio verbale acquisito durante la vita e andare incontro a problemi di comunicazione.

In questi casi si ricorre spesso alle protesi acustiche o all’impianto cocleare, affiancati da percorsi di logopedia e dall’insegnamento della lingua dei segni. 

Sia la sordità pre-linguale che post-linguale possono influire sulla vita sociale del bambino o dell’adulto, così come sul carattere, l’umore e il comportamento. 

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