Dolore alle orecchie sott’acqua? Scopri perché e come risolvere

da Set 10, 2021Salute

Se anche tu sei un appassionato di mare, snorkeling e immersioni ti sarà sicuramente capitato di avvertire un forte dolore alle orecchie mentre ti diverti a scoprire i fondali.

Sempre più persone, giovani e adulte, durante le loro vacanze estive si stanno appassionando al mondo sottomarino e, armati di maschera, boccaglio e pinne, si avventurano tra i fondali mozzafiato alla scoperta di grotte nascoste, pesci colorati e coralli brillanti.

Ma perché nel più bello dell’immersione arriva quel fastidiosissimo dolore alle orecchie che a volte può anche diventare così acuto da essere difficile da sopportare?

Scopriamo insieme cosa succede sott’acqua alle nostre orecchie, quali sono i motivi della comparsa del dolore e quali sono i consigli da mettere in pratica nell’immediato!

Quali sono i motivi della comparsa del dolore?

La risposta è semplice: il dolore è dato da uno sbalzo improvviso della pressione. Infatti maggiore è la discesa maggiore sarà la pressione: quest’ultima tende a premere sulla membrana del timpano il quale si introflette creando dolore.

L’aumento di pressione si avverte ogni due/quattro metri di profondità e va trattata immediatamente con una semplice manovra per evitare di arrivare all’infiammazione della membrana del timpano o addirittura alla sua rottura!

Evitiamo in questa sede di scendere in dettagli scientifici,  ma è sempre utile sapere che il problema sorge nell’orecchio medio, che è quello spazio che va dal timpano alla tuba di Eustachio. La tuba è un condotto che collega l’orecchio alla faringe e, di norma, è chiuso. L’orecchio medio forma quindi una bolla d’aria, tra il timpano e la tuba, che si comprime con l’aumento di pressione sino a causare dolore.

Come fare quindi? Bisogna fare in modo di aprire il condotto di Eustachio per compensare ovvero  riequilibrare il medio orecchio tramite l’aria che abbiamo in bocca!

Il facile rimedio da attuare immediatamente sott’acqua

Tra le varie tecniche di compensazione da attuare sott’acqua – che meriterebbero approfondimenti specifici – ci limitiamo a consigliarvi la più semplice e la più efficace per tutti i neofiti appassionati di mare.

La tecnica di compensazione che dovrai attuare sott’acqua è composta da 4 passaggi:

  1. Tappare il naso con le dita
  2. Chiudere la glottide ovvero la parte della gola con la quale deglutiamo (per evitare il passaggio di aria)
  3. Spingere con la lingua il palato
  4. Provare a spingere l’aria verso le orecchie creando una depressione

La sensazione che si otterrà sarà quella di orecchie stappate!

Occorre evitare assolutamente di spingere l’aria con forza per evitare danni o problematiche! La manovra deve essere effettuata con leggerezza e fluidità perché sia efficace.

L’ideale è compensare non appena si avverte l’aumento di pressione, prima che arrivi il dolore. È sempre bene compensare più spesso con minore fatica (ogni due metri di discesa per esempio) anziché arrivare a dover subire il dolore e rendere la manovra più difficile.

Le buone abitudini di tutti i giorni per migliorare la compensazione

Per riuscire a compensare nel migliore dei modi e godersi l’esplorazione dei fondali è importante preservare le proprie orecchie mantenendo tutti i condotti dove passa l’aria liberi da muco mettendo in pratica ogni giorno qualche semplice accorgimento.
Per mantenere i condotti liberi ed evitare fastidiose infiammazioni che possano compromettere le nostre immersioni è fondamentale:

  1. Fare attenzione all’umidità – limitare gli sbalzi di temperatura esterni (come esporsi al vento o tenere il finestrino aperto in auto per esempio); è importare asciugare i capelli e la nuca dopo la doccia e indossare sempre un cappello.
  2. Limitare al massimo l’aria condizionata – un vero nemico per chi deve effettuare la compensazione
  3. Effettuare dei lavaggi nasali o usare un aerosol con semplici sostanze fluidificanti chiedendo consiglio al nostro farmacista (concentrando queste operazioni nei giorni prima delle discese in acqua)

Vi consigliamo di mettere in pratica questi semplici consigli, di affidarvi a dei sub professionisti per
le prime immersioni e di rivolgervi a un medico qualora il dolore dovesse persistere!

Siete pronti per la prossima immersione? Buon divertimento!

Fonte: Marco Bardi “Pescasubcompensazione facile”

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