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Qual è la differenza tra ipoacusia e sordità?

da | Feb 21, 2021 | Salute | 0 commenti

Sordità e ipoacusia non sono la stessa cosa, ma non possiamo neanche affermare che si tratti di condizioni estremamente diverse. Spesso, al contrario, i due termini sono utilizzati come sinonimi in quanto l’accezione dell’uno sfuma in quella dell’altro. 

Detto questo, la differenza principale risiede nel fatto che l’ipoacusia causa una perdita parziale dell’udito che compromette la percezione di suoni con frequenze di intensità inferiore a 95 dB; la sordità, invece, causa una perdita uditiva totale in quanto le frequenze eventualmente percepite hanno un’intensità superiore a 95 dB. 

Sia l’ipoacusia che la sordità possono essere monolaterali o bilaterali: nel primo caso il deficit uditivo interessa un solo orecchio, nel secondo entrambi. Inoltre, se la sordità è totale e unilaterale si definisce “anacusia”, quando è bilaterale si parla di “cofosi”. 

In base alla classificazione fornita dal Bureau International d’Audiophonolgie, la sordità si distingue in quattro differenti gradi in relazione alla gravità della perdita dell’udito misurata in Decibel (dB):

  • lieve – la soglia uditiva è compresa tra 20 e 40 dB
  • moderata – la soglia uditiva è compresa tra 40 e 70 dB
  • grave – la soglia uditiva è compresa tra 70 e 95 dB
  • profonda – la soglia uditiva è uguale o superiore ai 95 dB

La perdita uditiva lieve e moderata è considerata da alcuni ipoacusia, quella grave e profonda sordità. Per altri, invece, la sordità comprende tutti e quattro i gradi. 

In ogni caso, ambedue le condizioni sono provocate da una disfunzione dell’apparato uditivo e sono così classificate in base alla sede di insorgenza:

  • ipoacusia/sordità trasmissiva – la capacità uditiva è compromessa da un danno all’orecchio esterno o medio
  • ipoacusia/sordità neurosensoriale o percettiva – la perdita uditiva è da ricondurre a un danno delle cellule ciliate dell’orecchio interno o al nervo acustico
  • ipoacusia/sordità mista – la perdita uditiva è dovuta a un danno di orecchio esterno, orecchio medio e interno (quindi da cause trasmissive e sensoriali)
  • ipoacusia/sordità centrale – la capacità uditiva diminuisce a causa di un danno alle vie acustiche centrali

In caso di ipoacusia lieve la difficoltà risiede nel percepire i suoni a bassa intensità, ma non le conversazioni a volume normale di circa 65 dB. Chi soffre di ipoacusia moderata trova difficile sentire conversazioni a intensità normale e ad apprendere naturalmente il linguaggio verbale, facendo spesso ricorso all’utilizzo di apparecchi acustici. 

In presenza di sordità grave si percepiscono solo suoni ad alte intensità, l’apprendimento della lingua parlata è altamente compromesso ed è necessario ricorrere a una protesi acustica o all’impianto cocleare. Chi è colpito da sordità profonda, infine, può percepire suoni oltre i 95 dB e non acquisisce il linguaggio verbale. In quest’ultimo caso la comunicazione avviene solamente attraverso la lettura del labiale, la lingua dei segni o grazie a un impianto cocleare.

 

Da cosa è causata la patologia?

Prima di tutto è bene sottolineare che, in base al periodo di insorgenza, la patologia può essere congenita, quando si manifesta alla nascita, o acquisita, quando si presenta nel corso della vita.  

Le cause sono svariate e possono riguardare traumi, malattie, invecchiamento, esposizione prolungata a rumori ad alta intensità, infiammazioni, presenza di un tappo di cerume o di corpi estranei nel condotto uditivo, predisposizione genetica, stress, assunzione di farmaci ototossici, danni neurologici e così via. 

Tra queste, una delle cause più diffuse riguarda il fattore età e il processo naturale di invecchiamento. In questo caso parliamo di presbiacusia.  

Con l’avanzare del tempo, infatti, le cellule ciliate presenti nell’orecchio interno si deteriorano provocando l’alterazione dei segnali elettrici inviati dal nervo acustico al cervello. Quest’ultimo non è più in grado di interpretare come suoni gli impulsi ricevuti, causando la conseguente perdita uditiva. Nello specifico, quando il deficit uditivo è dovuto all’invecchiamento si tratta di ipoacusia neurosensoriale o percettiva, ed è la causa più comune di perdita permanente della capacità uditiva.  

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