Come progettare una didattica inclusiva per alunni sordi

da Mar 21, 2021Sociale

Cos’è la didattica inclusiva?

Quando si parla di didattica inclusiva, si fa riferimento a un approccio educativo e didattico che ha lo scopo di valorizzare le differenze individuali e le potenzialità di ogni studente. 

Sviluppata originariamente per facilitare l’apprendimento delle persone con disabilità o bisogni educativi speciali (BES), nel corso del tempo ha acquisito valore come metodo di insegnamento efficace per tutti gli allievi. 

La didattica inclusiva si basa sui concetti di integrazione, condivisione, collaborazione e accessibilità, ed è finalizzata ad azzerare il divario, in un’ottica di accettazione, coesistenza e valorizzazione.  

La didattica inclusiva utilizza metodologie attive, partecipative, propositive ed emozionali attraverso modalità di insegnamento e apprendimento diverse da quelle tradizionali, in cui insegnanti e studenti sono coinvolti allo stesso modo. 

Ogni insegnante, non solo quello di sostegno, dev’essere in grado di adattare la propria disciplina al metodo inclusivo per garantire l’apprendimento da parte di tutti gli alunni e valorizzarne le singole attitudini. Per questa ragione è fondamentale che gli insegnanti siano messi nelle condizioni di essere formati in tal senso e costantemente aggiornati.  

Nella didattica inclusiva insegnamento e apprendimento sono complementari, in quanto le strategie metodologiche adottate hanno lo scopo di:

  • personalizzare l’offerta formativa 
  • suscitare interesse e motivazione degli alunni, promuovendo l’interazione con i docenti
  • stimolare l’apprendimento attivo degli studenti

 

La metodologia tradizionale, basata su lezioni frontali statiche e unilaterali, cede il posto a un approccio interattivo, dialogico e relazionale tra docenti e studenti. Attraverso dialogo e interazione, gli insegnanti possono comprendere i bisogni del singolo alunno ed elaborare soluzioni personalizzate e funzionali che esaltino le potenzialità individuali anziché reprimerle. L’obiettivo è di valorizzare le differenze e fare leva su di esse per esprimere se stessi in modo autonomo, responsabile e consapevole. 

La didattica inclusiva per studenti sordi

Come precedentemente accennato, in principio la didattica inclusiva è stata pensata per studenti con disabilità e/o necessità particolari. Tra questi, ad esempio, alunni con bisogni educativi speciali (BES) o disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), bambini autistici, dislessici, stranieri, ciechi e sordi, questi ultimi di nostro interesse. 

Un bambino sordo che entra a scuola ha bisogno di sentirsi parte costitutiva della classe, per poter avviare sin da piccolo un percorso di integrazione che non lo escluda a priori dalla vita sociale. 

Le difficoltà di uno studente sordo sono nettamente differenti rispetto a quelle di un alunno udente. Tali difficoltà sono per lo più comunicative, perché quelle intellettive, in assenza di altri handicap, sono le medesime di una persona normoudente.

La mancanza parziale o totale dell’udito compromette l’apprendimento della lingua perché la sordità impedisce l’acquisizione spontanea e naturale del linguaggio verbale.  

Infatti, lo studente sordo trova difficile comprendere, decodificare, interpretare e utilizzare la lingua parlata e scritta in maniera immediata. 

La metodologia di insegnamento tradizionale si fonda essenzialmente su un approccio acustico-verbale che penalizza chi soffre di un deficit uditivo. Lezioni frontali e interrogazioni rappresentano la modalità di insegnamento più diffusa e radicata nel sistema scolastico italiano. È evidente che questo metodo didattico non tiene conto dei bisogni e dei limiti degli alunni sordi, i quali troppo spesso si trovano nelle condizioni di dover faticare parecchio e, a volte, di sentirsi letteralmente emarginati dalla classe. 

Una buona didattica inclusiva per studenti sordi si basa su un approccio visivo-gestuale, in quanto la vista rappresenta il canale vicariante più sviluppato che sopperisce al deficit uditivo. 

 

Quali metodologie utilizzare? 

Per attivare logiche inclusive efficaci è necessario avvalersi di metodologie, strategie e strumenti innovativi che superino il metodo di insegnamento tradizionale, a favore di un approccio nuovo e multidisciplinare. 

Un primo passo di indubbia importanza presuppone che insegnanti e alunni imparino la lingua dei segni italiana (LIS). La LIS, sfruttando componenti visivo-segniche, viene acquisita dai sordi in maniera spontanea e aiuta l’apprendimento della lingua parlata e scritta. Prevedendo l’insegnamento della lingua dei segni, si garantiscono l’interazione e l’integrazione del bambino sordo con compagni e docenti.  

 

Nonostante la lingua dei segni sia lo strumento di comunicazione proprio della comunità sorda, è considerato importante anche l’apprendimento del linguaggio verbale. 

Per questo motivo, sono state sviluppate metodologie che utilizzano segni e oralismo.  

Tra queste, per esempio, troviamo il bilinguismo perché integra LIS e lingua parlata come prima e seconda lingua. Per il bambino sordo la LIS rappresenta la prima lingua e il linguaggio verbale la seconda; per il bambino udente, invece, è il contrario. Per gli alunni udenti la sordità è un’occasione per imparare qualcosa di nuovo, per quelli sordi un’opportunità per essere inclusi nella classe. 

 

Affinché la didattica possa essere pienamente inclusiva, è però imprescindibile predisporre basi concrete per una buona comunicazione in classe. I docenti svolgono un ruolo di primaria importanza in questo senso, perché a loro spetta il compito di creare condizioni ottimali che consentano di rendere il bambino sordo il più autonomo possibile nell’apprendimento. Anche piccoli accorgimenti possono essere di grande aiuto: 

  • pensare alla disposizione spaziale dei banchi nelle aule in modo che lo studente sordo possa avere una visuale completa di compagni e insegnanti
  • predisporre una buona illuminazione dello spazio e del volto del docente affinché la lettura del labiale non venga compromessa
  • parlare in modo scandito e chiaro con una struttura sintattica non troppo elaborata e un lessico appropriato
  • evitare un tono di voce troppo elevato che altera l’articolazione
  • fare ricorso a materiale illustrativo e grafico-visivo di supporto  
  • ricorrere a modelli multisensoriali e multidisciplinari 
  • utilizzare supporti multimediali e tecnologiche

 

Per quanto riguarda le tecnologie informatiche, grazie a queste è possibile facilitare l’apprendimento attraverso l’utilizzo, da parte dei docenti, di presentazioni, slide,video, ipertesti e immagini che supportano le lezioni orali. 

Gli alunni possono usufruire di dizionari multimediali (anche italiano-LIS), app, strumenti per il riconoscimento vocale, software e in generale tecnologie che permettono di trasformare l’audio in video.