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Intervista ad Alessandro Abbate: una valigia con cui scoprire ogni angolo di mondo e conoscere le altre comunità sorde

da | Nov 14, 2020 | Storie | 0 commenti

Alessandro ha 27 anni, è nato sordo in una famiglia di sordi e adora in modo particolare girare per il mondo e conoscere ogni dettaglio della cultura e della comunità sorda di cui è un fiero membro. Laureatosi con 110 e lode in Economia e Finanza presso la prestigiosa università LUISS di Roma, durante gli studi ha partecipato al programma Erasmus in Svezia e può anche vantare la partecipazione come speaker al TedX, una serie di conferenze che si svolgono in tutto il mondo e che hanno il compito di raccontare “idee ed esperienze che vale la pena diffondere e che possono cambiare il mondo”. Adesso Alessandro vive a Madrid, è stato recentemente eletto Presidente dell’EUDY (European Union of the Deaf Youth) ed è impegnato in tanti progetti relativi a Lingua dei segni, salute e sordità a 360 gradi. Il suo spirito da curioso vagabondo non lo molla mai e la sua valigia è sempre pronta per andare a conoscere un nuovo pezzettino di mondo.

carmelo. rodolfo mazzamuto

Quando si sono accorti della tua sordità?

Sono nato sordo da famiglia sorda e alcuni giorni dopo la mia nascita mi è stata diagnosticata una sordità bilaterale profonda.

Quali rimedi e percorsi riabilitativo-educativi hanno scelto i tuoi genitori per te e come sono stati?

I miei genitori, sordi anche loro, mi hanno indirizzato verso un percorso educativo improntato sull’oralismo, contando sul fatto che imparando a parlare e a scrivere avrei potuto sviluppare migliori capacità di apprendimento della lingua italiana. Io a quel tempo ero completamente ignaro sul fatto che si trattasse o meno di un buon metodo.
Ricordo i momenti dalla logopedista, appuntamento fisso settimanale e compiti riabilitativi da fare a casa con l’aiuto di mia madre e delle mie nonne; e infatti grazie a loro ho imparato velocemente le parole e ho terminato la logopedia prima di iniziare la scuola elementare.
Non conoscevo la LIS e comunicavo con la mia famiglia usando dei gesti (non segni) e scandendo per bene ogni parola. Sebbene mio padre, sordo segnante e conoscitore della LIS, comunicasse con me e con mio fratello, sordo pure lui, usando la sua lingua madre (quella dei segni), per mia madre era importante che io seguissi esclusivamente la filosofia dell’oralismo.

Poi qualcosa è cambiato…

Successivamente sono stato io a scoprire da solo la LIS grazie a un gruppetto di amici e soprattutto dopo essermi trasferito a Roma per studiare. Da lì in poi ho esplorato a poco a poco la comunità sorda e ho partecipato ai vari eventi organizzati dal Comitato Giovani Sordi Italiani (CGSI) a livello locale e nazionale, i quali hanno risvegliato la mia vera identità sorda interiore. Mi sono perciò immerso completamente nella comunità sorda italiana e sono stato addirittura nominato Segretario Nazionale del CGSI dal 2015 al 2018.

carmelo. rodolfo mazzamuto

Tornando indietro, pensi che i tuoi genitori abbiano fatto la scelta giusta per te o la cambieresti?

Se si potessero portare indietro le lancette, opterei senza dubbio per il bilinguismo e per la libertà di lasciarmi scrivere e imparare l’italiano insieme all’uso della LIS; questo perché la Lingua dei Segni, se appresa da piccoli, apporta maggiori vantaggi cognitivi e culturali, riduce l’ansia ed è benefica per le persone sorde. Tuttavia non rimprovero i miei genitori per la scelta che hanno fatto, erano ignari dei benefici della lingua dei segni, a maggior ragione in una città molto a sud e povera di risorse adeguate.

Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato durante la tua infanzia e nei tuoi studi e/o che incontri oggi?

Non ho avuto barriere comunicative nel mondo degli udenti perché mi comprendono bene, ma l’unico vero ostacolo risiede nelle relazioni e nelle amicizie: ne ho avuti tanti di amici udenti, ma raramente tra noi c’è stata una comunicazione o stima profonda; da lì ho capito subito che il mondo dei sordi e quello degli udenti è diverso e tutto dipende dal modo in cui la persona riesce a comunicare e a inserirsi con gli altri.

Raccontami un po’ di te e dei tuoi studi.

Durante la mia vita mi sono trasferito parecchie volte: all’età di 19 anni ho lasciato la mia Trapani, città dai tramonti mozzafiato e dove si respira un grande senso di pace, specialmente durante i mesi estivi, per iscrivermi all’università LUISS di Roma, dopo un difficile test di ammissione; ho superato la trafila degli esami in maniera rapida e puntuale e ho conseguito la laurea triennale in Economia e Management. Subito dopo ho cominciato gli studi per la laurea specialistica in Economia e finanza, sempre alla LUISS, specializzandomi in banche ed intermediari finanziari e completando con successo gli studi laureandomi con 110 e lode.

Studente sordo fuorisede presso una prestigiosa università e nuova vita in una grande città come Roma. Hai dovuto affrontare particolari difficoltà?

Sono stato fortunato e devo ammettere che la LUISS mi ha fornito sin dal primo giorno un servizio di interpretariato all’altezza di svolgere bene il proprio lavoro, capace di tradurre lezioni che contenevano tematiche molto pesanti e complesse.
Durante il primo anno di laurea specialistica ho svolto un semestre Erasmus all’estero, nell’Università di Goteborg in Svezia: l’esperienza è stata molto positiva, con la presenza di due interpreti di lingua dei segni internazionale fornitemi dalla LUISS e che rendevano pienamente accessibili le lezioni.

alessandro abbate laurea

E poi, che hai fatto dopo la laurea?

Non mi sono fermato un attimo! All’età di 24 anni e con due lauree in tasca, ho deciso di tuffarmi in una nuova avventura e svolgere un anno di formazione nel mondo della comunità sorda: mi sono iscritto al programma internazionale di studi sulla comunità sorda, linguistica, social media ed empowerment, chiamato Frontrunners che si trova nella struttura denominata Castberggård, nella regione dello Jutland in Danimarca. Sono stati nove mesi ricchissimi di esperienze, formazione, leadership, lavoro di squadra; sia i docenti che i relatori ospiti sono persone sorde ben preparate e con competenze in vari ambiti, sempre pronti e capaci di soddisfare le mie richieste e curiosità, permettendomi così di rafforzare sempre di più le mie competenze. Ogni anno partecipano al programma diversi studenti sordi da tutto il mondo; per esempio nel mio gruppo, ossia Frontrunners 13, vi erano ragazzi/e europei, ma anche un americano, una koreana, un jordano, un africano e una brasiliana, pertanto mi son ritrovato con un mix di culture e stili di vita diversi in un ambiente multiculturale.
Abbiamo inoltre partecipato ad alcuni fra gli eventi e festival europei più importanti della comunità sorda e siamo andati in Finlandia a visitare la sede della WFD (World Federation of the Deaf) e quella della federazione dei sordi finlandesi, incontrando la celeberrima Dott.ssa Liisa Kauppinen, premiata dall’ONU per la sua battaglia sui diritti umani delle persone sorde.

Tale esperienza ha aggiunto un tassello ben solido al mio bagaglio culturale e soprattutto ha formato la mia vera identità che non ho avuto l’opportunità di sviluppare negli anni scolastici e nell’infanzia.

Poi hai deciso di seguire il tuo cuore e hai cambiato di nuovo città…

Dopo questo percorso in Danimarca mi sono trasferito a Madrid per amore, città in cui vivo tuttora da circa tre anni. Mi trovo bene nella capitale spagnola, è pienamente accessibile grazie ai servizi per la comunità sorda, e c’è anche una rete molto solida del movimento associativo delle persone sorde.

Qui ho lavorato come tirocinante nella Banca Santander e attualmente lavoro come docente di doposcuola online per gli studenti sordi; sono anche studente del corso professionale di Mediatore comunicativo impartito dalla CNSE (l’equivalente dell’ENS in Spagna) e da fine se sono diventato ufficialmente Presidente dell’EUDY (European Union of the Deaf Youth), l’Unione Europea dei Giovani Sordi.

Nel frattempo lavoro saltuariamente anche per IntendiMe ricercando informazioni relative alla comunità sorda europea. Chissà, magari in futuro ci saranno ulteriori novità sulla nostra collaborazione…

Due grandi passioni, quella per i viaggi e quella per la comunità sorda

Amo viaggiare e scoprire gli angoli più nascosti del mondo. Fin da piccolo ho sempre amato il mappamondo, il planisfero e gli atlanti, per cui conosco ogni capitale del mondo e non mi stanco mai di rileggere le cartine e i nomi delle città ricercando su internet cosa offrono e quali sono le distanze da percorrere. Viaggiando si impara moltissimo e si diventa ricchi culturalmente.

Altra mia passione è quella di conoscere a fondo la rete della comunità sorda europea, specialmente il movimento associativo.

Amo la mountain bike ed effettuo tanti km pedalando senza pensare a nulla, concentrandomi dall’inizio alla fine sulla strada che sto percorrendo.

carmelo. rodolfo mazzamuto

Raccontaci delle tue avventure in giro per il mondo, del tuo impegno nell’associazionismo e nei progetti relativi alla sordità.

I viaggi

Ho viaggiato in vari paesi europei: quelli scandinavi per intero durante il mio semestre Erasmus, ho conosciuto varie persone sorde ed anche diverse associazioni in Svezia, Finlandia, Danimarca, Norvegia e Islanda in cui ho affermato che sono avanzati rispetto al sud dell’Europa in qualità di servizi.

Ho viaggiato in vari stati europei, ma anche mondiali, l’anno scorso insieme alla mia ragazza siamo stati in Asia (India, Nepal, Tibet, Sri Lanka e Maldive) e successivamente in Sudamerica (Colombia ed Ecuador) purtroppo interrotto a causa del COVID-19, ma è stato molto positivo per il nostro bagaglio culturale, infatti abbiamo anche visitato le varie scuole dei sordi in India spiegando il nostro progetto sulla salute in tre lingue dei segni e tre sottotitoli, chiamato World Health Sign, molto utile per la formazione e prevenzione sulla salute per le persone sorde, qui potrete accedere al nostro sito web: http://www.worldhealthsign.com/indexit.html e abbiamo anche i nostri canali FB e IG.

Inoltre, durante il Frontrunners ho svolto uno stage di 2 settimane in una scuola musulmana con studenti sordi vicino Jakarta (Indonesia) e successivamente con la mia ragazza abbiamo fatto formazione ai sordi indonesiani sulle nostre esperienze di vita: lei come infermiera e io come attivista sordo.

L’associazionismo

Sono stato nominato Segretario Nazionale del CGSI dal 2015 al 2018, ho collaborato con il team sulle loro proposte ed idee, così come anche ho pianificato ciò che serviva, contattando le varie associazioni locali e internazionali. Successivamente sono stato consigliere e poi Presidente dell’EDSU (Unione Europea degli Studenti Sordi) e ho lavorato per difendere i diritti degli studenti sordi a livello europeo, organizzando seminari e assemblee, ma anche cooperazioni con altre associazioni, adesso sono il Presidente dell’EUDY, sarà un anno ricco di novità e idee per poter rafforzare e rinsaldare l’unione nella comunità sorda europea, unificando il gap esistente tra Europa Est e Ovest, useremo di più i social media e forniremo maggiori informazioni in via successiva quando si comporrà al meglio il nostro team.

Sono anche il fondatore di LIS 360°, uno spazio dedicato alla comunità sorda italiana, per risaltare il talento delle persone sorde mediante interviste in diretta e qualche video, fornendo anche seminari o doposcuola a distanza.

La sordità cosa ti ha dato e cosa invece ti ha tolto?

Mi ha dato un’identità, un Deaf gain (concetto secondo cui la sordità non è concepita come perdita – dell’udito – ma come con l’opportunità di abbracciare tutte quelle vie dalle quali sia le persone Sorde che la società stessa possono trarne beneficio, permettendo in questo modo alla persona Sorda di trovare stimoli positivi per dare il proprio contributo al mondo): noi sordi possiamo fare altre cose a confronto delle persone udenti, non siamo inferiori a nessuno e abbiamo facilmente amici da ogni parte del mondo, il che ci rende multiculturali e pieni di curiosità. Siamo degli attivisti molto impegnati nella difesa dei nostri diritti e i social media ci rendono molto più visibili rispetto al passato.

C’è un consiglio che ti senti di dare a te stesso o ad altri?

Vorrei dare un consiglio ai giovani sordi: “non mollate mai, investite nella cultura e nella formazione, c’è sempre qualcosa da imparare nella vita che corre a vele spiegate, siate affamati, siate folli e assetati di conoscenza”.

Cosa vuoi fare da grande? Hai un sogno nel cassetto?

Non ho un sogno ben specifico, ho sogni trasversali. Vivo il presente passo dopo passo, poi vedremo cosa spunterà nella vita, ma di una cosa sono certo: non abbasserò la guardia e andrò avanti nel miglior dei modi e sempre guidato dalla mia curiosità.

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