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Manuel Tocchini Morotti: un mondo fatto di sport, LIS, teatro e cucina

da | Gen 17, 2021 | Storie | 0 commenti

Manuel ha 38 anni e ha perso l’udito quando di anni ne aveva tre. Nativo della Lucchesia, la splendida Piana di Lucca, città dove sono ben piantate alcune radici della sua infanzia, nel periodo che va dall’infanzia
all’adolescenza ha viaggiato e vissuto per diverso tempo all’estero con la sua famiglia, in un costante via vai
tra Senegal, Marocco e altri paesi europei. A distanza di anni ha deciso di tornare in Africa per un po’, con
l’intento di riscoprire alcune cose di cui sentiva il bisogno e il richiamo. Pieno di talento e coraggio, sportivo, amante dell’arte teatrale e di quella culinaria, ha fatto parte della squadra paralimpica di karate salita sul podio a Taiwan, ha in tasca un diploma professionale alberghiero e sogna di aprire un piccolo bistrot capace di unire la sua passione per la gastronomia con quella per la LIS e spera di poter far ripartire alcuni progetti
attualmente sospesi per via del Covid..

Conosciamolo meglio.

carmelo. rodolfo mazzamuto

Quando si sono accorti della tua sordità e quali rimedi e percorsi i tuoi genitori hanno scelto per te?

Da quanto ricordi, non c’è stato un episodio in particolare che abbia messo i miei genitori in allarme, ma so che nella mia famiglia la sordità è ereditaria e quindi imputabile a fattori genetici, in quanto sia mio nonno, mio fratello e mio cugino sono sordi, così come riportato nelle mie prime documentazioni sanitarie. Tuttavia, nel mio caso non si esclude nemmeno che sia dovuta a qualche trauma che potrei aver subìto da piccolo.

Ho perso l’udito quando avevo tre anni e da lì in poi ho seguito un percorso di logopedia per più di 10 anni. A scandire le parole, così dicono conoscenti e amici, sono migliorato molto nel corso degli anni: ho infatti acquisito più sicurezza e meno fretta nel pronunciarle grazie ad un costante e duro allenamento, supportato anche dagli apparecchi acustici. Purtroppo la protesizzazione non mi ha procurato soltanto benefici ma anche alcuni disagi, come per esempio difficoltà di relazione col prossimo e quindi rapporti interpersonali densi di equivoci che molto spesso erano all’ordine del giorno… talvolta questi erano coadiuvati proprio dal malfunzionamento delle protesi!

Hanno scelto per me la strada dell’oralismo tra tanti sacrifici e paure, e devo ammettere che non è stato per niente facile: come ho già detto, tendevo a pronunciare le parole di fretta e non le scandivo bene, ma soprattutto trovavo difficoltà nel comprenderne il significato e i contesti d’uso più adatti.

carmelo. rodolfo mazzamuto

Ma poi qualcosa è venuta in tuo soccorso e c’è stata una svolta… giusto?

Eh sì, tra i 2005 e il 2006 ho scoperto la LIS e poco a poco ho cominciato ad approfondire questo nuovo aspetto della mia sordità e ad utilizzare sempre più questa lingua per la comunicazione.

Ricordo che nei momenti di tensioni e instabilità familiari mi rifugiavo in un angolino a giocare con le mie dita e “creavo” personaggi immaginari con le forme differenti della mano.

Mi sono avvicinato alla LIS in punta di piedi, e grazie al supporto e ai suggerimenti di chi mi è stato accanto, ho deciso di buttarmi; anche qui c’è stato però un rovescio della medaglia, perché la LIS ha risvegliato in me alcune sensazioni e rancori che credevo ormai sopiti, mi ha fatto mettere in discussione tante cose e fatto ripensare al passato guardandolo da un altro punto di vista, ma contemporaneamente mi ha anche trasmesso un forte senso di appartenenza e fatto scoprire la mia vera identità. Questo è stato il mio cammino, e ad oggi il mio impegno più grosso è ancora quello di “allungare le mie braccia” e accettare la persona che sono, nel bene e nel male.

Inoltre, grazie allo sport – che mi ha permesso di uno scambio e un confronto continuo con atleti sordi stranieri – e al teatro, ho avuto il piacere di scoprire e riscoprire il valore comunicativo ma anche artistico della LIS.

carmelo. rodolfo mazzamuto

Qual è il pregiudizio sulla sordità che ti infastidisce di più? Ci sono stati atteggiamenti che ti hanno fatto particolarmente soffrire?

Ho ricevuto, anche da persone a me molto vicine, delle critiche e sono stato soggetto a pregiudizi. Ricordo quelle volte in cui mi dicevano: A volte mi dicevano anche “sei sordo ma non scemo” e questo mi aiutava molto con l’autostima,
però quando ho scoperto e annunciato che sarei diventato padre, stranamente le stesse persone mi hanno
detto proprio il contrario, dandomi quindi dello scemo incapace! Ecco, alcune volte è stato come ricevere uno “schiaffo morale” che ignorava completamente i miei sforzi per migliorare nella comunicazione col mondo, ma per fortuna ho ricevuto anche degli incoraggiamenti che in un certo qual modo mi hanno aiutato: anzi, colgo l’occasione di questa intervista per dire un sentito grazie!

Nonostante il dolore e la delusione, queste situazioni che ho vissuto e che ancora vivo, mi hanno stimolato a pormi sempre dei piccoli obiettivi per migliorare umanamente e contribuire all’abbattimento della disinformazione presente nella società; ed è proprio per questo motivo che nel mio piccolo mi adopero ogni giorno a favore dell’inclusione e dell’integrazione delle persone con una disabilità sensoriale come la mia. Nutro in me la consapevolezza che “forse il mio volo nella vita non sarà sicuramente bello dritto verso l’alto ma che – metaforicamente parlando – si tratti piuttosto di una specie di volo storto ma comunque bellissimo” che vale comunque la pena intraprendere.

carmelo. rodolfo mazzamuto
Passioni: lo sport, il teatro e la LIS

Nutro una grande passione per lo sport, soprattutto per le arti marziali e il karate, che ho praticato fin dalla più tenera età e che negli anni dopo mi ha portato a partecipare a gare internazionali appartenenti al circuito paralimpico dove ho goduto di piccole gioie di squadra e individuali alternate a momenti meno belli. Certamente momenti molto belli e memorabili sono quelli vissuti nel 2009 a Taiwan nella città di Taipei, dove sono salito sul podio, ma con le stesse emozioni gli incontri e gli allenamenti, gli stage con lo staff e la squadra in varie città italiane prima delle gare. A volte ripenso anche alle gare che nel 2012 mi hanno fatto volare fino al Sud America, in Venezuela dove abbiamo vinto molte medaglie: tutte esperienze bellissime che per me sono state estremamente significative e anche terapeutiche.

Di grande aiuto sono state per me anche le esperienze artistiche come la recitazione al cinema e teatro, altre mie grandi passioni. Negli ultimi anni ho avuto il privilegio di lavorare in una compagnia in qualità di attore e contribuire alla stesura della sceneggiatura di un servizio di interpretariato dalla LIS alla lingua italiana per la realizzazione di cortometraggi cinematografici, e questo è stato possibile grazie anche al contributo del teatro “Il David” di Firenze, associazioni, ENS e patrocini vari.

carmelo. rodolfo mazzamuto
Queste esperienze ti hanno spinto ad impegnarti socialmente con progetti e idee a favore delle persone sorde?

Diffondere una maggior informazione e sensibilizzazione sui sordi e la sordità è il mio obiettivo. Per esempio, ho partecipato come relatore a diversi incontri presso gli istituti scolastici e in quell’occasione ho potuto raccontare agli allievi l’approccio allo sport che abbiamo noi sordi, le nostre visioni e i nostri sogni. Inoltre, in quanto collaboratore scolastico e supplente, ho proposto ai bambini una particolare ricostruzione delle vicende di Auschwitz nel Giorno della Memoria, spiegando l’Olocausto con la Lingua dei Segni e mostrando ad allievi e maestre il grande potere espressivo e artistico di questa meravigliosa lingua.

Ci sono stati poi altri progetti molto significativi per me, come quello con la “@Pedana sensoriale” ideata da un amico che ha un figlio sordo: ci abbiamo lavorato tanto su questa Pedana sensoriale che permette di percepire le vibrazioni della musica quando ci si sta sopra a piedi nudi, e particolare è stata anche l’esibizione in tv su Mediaset, dove abbiamo eseguito un ballo seguendo le note e i testi delle canzoni accompagnandoli con una performance in LIS.

Con la Pedana Sensoriale abbiamo inoltre lavorato sul lato “sportivo” delle vibrazioni, creando un binomio tra la questa e il karate, sviluppando delle tecniche di calci e pugni (kata).

carmelo. rodolfo mazzamuto
Quando ci siamo conosciuti mi hai parlato subito del tuo amore per la cucina: mi racconti di RistoLIS? 

Dopo il diploma di scuola alberghiera ho lavorato nel campo della ristorazione e da allora coltivo il sogno di aprire un piccolo bistrot tutto mio da battezzare “RistoLis” con la volontà di unire due mie grandi passioni quali la gastronomia e la LIS, e creare un piccolo punto di ritrovo e diffusione della cultura dei sordi. Al momento questo progetto non è ancora decollato, ma io non mi sono arreso e sono andato avanti proponendo delle ricette di cucina in LIS e organizzando corsi di cucina per le persone sorde e udenti che hanno studiato o stanno studiano la Lingua dei Segni. RistoLis è stato proposto e diffuso anche nella mia città con incontri presso associazioni culturali ed eventi come “Il Desco” di Lucca e ho colto tutte le occasioni possibili per parlarne e confrontarmi anche con le istituzioni locali e provinciali. Non voglio rinunciare a questo sogno e tuttora sto lavorando per trasformarlo in realtà: chissà, a breve potrebbero esserci delle buone notizie? Beh, spero di potervele raccontare presto…

carmelo. rodolfo mazzamuto
Tu sei papà di un bambino di due anni: che impatto ha avuto il suo arrivo nella tua vita? 

Essere padre è una grande responsabilità che ti mostra le diverse prospettive della vita. Per me molte cose sono cambiate a livello interiore, mi pongo spesso delle domande a cui non sempre riesco a trovare delle risposte. La mia compagna, docente LIS, è sorda come me mentre nostro figlio è udente, un piccolo CODA che sta crescendo perfettamente bilingue. Prima del suo arrivo ci siamo confrontati spesso sulla possibilità che il nostro piccolo potesse nascere sordo come noi, così come eventuali altri figli che potrebbero nascere in futuro: l’abbiamo fatto insieme, senza nascondere alcune preoccupazioni o tensioni, e comunque sempre con serenità. Ma nella vita di cose ne abbiamo affrontato parecchie, e confidiamo molto sia nella tecnologia, grazie alla quale sono stati fatti grandi passi avanti, sia nella forza insita in ciascuno di noi. Certamente non ci mancano la volontà e il coraggio di lavorare e combattere per colmare quelle lacune che ancor oggi persistono nell’accessibilità e che vanno a intaccare gli aspetti fondamentali della vita quotidiana, dal punto di vista sociale, lavorativo o dell’istruzione: è vero, il mondo va di corsa, ma noi siamo in grado di stragli dietro!

carmelo. rodolfo mazzamuto
La sordità cosa ti ha dato e cosa invece ti ha tolto?

È difficile comprendere cosa la sordità, nel suo insieme, mi abbia tolto o dato, semplicemente perché subentrano anche le ragioni del cuore e non solo quelle della mente.

In particolare per me è stato difficile interagire e mostrare direttamente o indirettamente empatia e “ascoltare” allo stesso tempo migliorare anche sotto questo aspetto in relazione anche alle giuste domande che poniamo a noi stessi ed agli altri.

carmelo. rodolfo mazzamuto
Cosa speri per il tuo futuro? 

Ho 38 anni ed ancora non so cosa farò da grande, ma mi auspico fortemente di riuscire a dare un maggior contributo all’arte e alle sue forme. Spero inoltre che la mia testimonianza possa essere d’aiuto ad altre persone sorde, soprattutto giovani che si sentono in qualche modo “smarrite”, affinché possano trovare dentro di sé il coraggio e la motivazione per non mollare e credere di poter realizzare davvero ciò che desiderano.

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