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Controllo dell’udito: in cosa consiste l’esame audiometrico?

da | Mag 15, 2020 | Salute | 1 commento

Cosa bisogna fare se nel caso si inizi ad avvertire un calo dell’udito? Ogni anno eseguiamo tantissimi accertamenti medici come esami del sangue, visite dermatologiche o cardiologiche, ecografie e tante altre ancora. Difficilmente però ci viene in mente di analizzare lo stato di salute del nostro apparato uditivo se prima non percepiamo qualche campanello d’allarme. Uno dei modi per controllare la salute del nostro apparato uditivo è l’esame audiometrico.

 

Oggi proveremo a capire in cosa consiste il test dell’udito e perché sarebbe opportuno farne uno.

In cosa consiste un test dell’udito

Il controllo dell’udito attraverso l’esame audiometrico viene effettuato da un tecnico audioprotesista che crea un profilo audiometrico del paziente, attraverso l’audiometria tonale e da un medico, a cui spetta la diagnosi.

L’audiometria tonale consiste nella determinazione della soglia uditiva a diversi volumi di suoni puri, all’interno dei limiti dei suoni udibili. La soglia di udibilità viene poi rappresentata da un audiogramma, cioè da un grafico che rappresenta i livelli di udibilità.

Esistono due tipologie di esame audiometrico: con metodo soggettivo e metodo oggettivo.

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Esame audiometrico: metodo soggettivo

Nel test dell’udito con metodo soggettivo è richiesta la collaborazione del paziente durante il controllo dell’udito e per questo non può essere fatto ad esempio a bambini piccoli che non sono ancora in grado di comunicare.

In questo esame infatti il paziente deve comunicare con il tecnico audioprotesista e dirgli, di volta in volta, se sente qualcosa e cosa sente.

 

Come funziona l’esame audiometrico con metodo soggettivo?

Durante questo esame al paziente vengono fatti ascoltare dei suoni all’interno di un ambiente silenzioso, normalmente facendogli indossare delle cuffie. Mentre il paziente ascolta, il dottore compila una scheda di valutazione nella quale indica se quello del paziente in esame è un caso di normoacusia (cioè se il suo udito è nella norma), oppure di ipoacusia (cioè se ha una mancanza parziale o totale dell’udito).

 

Se il medico rileva ipoacusia nel paziente, dovrà procedere con degli esami più approfonditi per capire se si tratta di ipoacusia di entità lieve, media o grave, e suggerire così al paziente il percorso più adatto alle sue esigenze.

 

Esame audiometrico: metodo oggettivo

Il metodo oggettivo è rappresentato dall’audiometria a risposte elettriche, che misura la risposta del cervello agli stimoli acustici attraverso l’elettroencefalogramma.

Metodi come questo sono i più usati per i bimbi e per le persone che non possono o non vogliono sottoporsi a un esame audimetrico di tipo soggettivo.

 

Come funziona l’esame audiometrico con metodo oggettivo?

Normalmente si effettua due audiogrammi: uno per via aerea e uno per via ossea.

Nel primo (l’audiogramma per via aerea) il suono raggiunge in modo naturale il timpano e l’orecchio medio, fino ad arrivare all’orecchio interno.

Nel secondo (l’audiogramma per via ossea) il suono viene trasmesso attraverso delle vibrazioni dalla prominenza ossea che si trova dietro l’orecchio direttamente all’orecchio interno.

 

Il confronto tra i due audiogrammi è importantissimo in quanto consente di stabilire se i problemi all’udito dipendono dalla trasmissione del suono nell’orecchio, da una distorsione neurosensoriale a livello delle cellule ciliate o dei nervi uditivi o da una combinazione delle due circostanze.

In base a ciò che emerge dall’audiogramma, l’audiometrista e il medico possono valutare esattamente la perdita dell’udito e individuare gli ambiti interessati dal problema.